Non si placa il conflitto ucraino, nonostante i 13 punti concordati nell’accordo di Minsk tra Vladimir Putin, Petro Poroshenko, Angela Merkel e Francois Hollande per un piano di pace, in attesa della tregua proclamata per mezzanotte. Tre persone sono morte in seguito a un’esplosione a Donetsk mentre a Debaltseve i filorussi tengono ancora in pugno i soldati governativi.

“Le milizie del Donbass smetteranno di combattere dappertutto, eccetto che a Debaltseve”, ha detto il responsabile dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk Alexander Zakharchenko, aggiungendo che gli accordi di Minsk non dicono una parola a proposito del nodo ferroviario conteso tra Kiev e gli indipendentisti, che sostengono di aver accerchiato circa 8000 soldati governativi. “Prima della mezzanotte – ha spiegato il portavoce dell’esercito Andriy Lysenko – i ribelli stanno provando a completare piani tatticamente importanti per allargare il territorio sotto il loro controllo, principalmente in direzione di Debaltseve”. “Non spareremo sulle truppe ucraine – ha annunciato Eduard Basurin, portavoce del ministero della difesa dei ribelli – ma non le lasceremo uscire”. Di ben altro avviso le notizie riportate dai filo-governativi:  “I ribelli stanno distruggendo la città di Debaltseve. Ci sono incessanti bombardamenti di artiglieria contro le aree residenziali e gli edifici. La città è in fiamme”, ha denunciato inoltre su Facebook il capo della polizia ucraina, Vyacheslav Abroskin.

Intanto una potente esplosione ha scosso il centro di Donetsk, secondo alcuni testimoni si è trattato di un colpo di mortaio. È avvenuta nella fermata di un bus non lontano dall’hotel Park Inn, vicino ad un posto dove Zakharcenko aveva programmato un incontro con la stampa. Le vittime sono almeno due, un miliziano e una donna, mentre per strada ci sarebbero tre feriti. Nella conferenza stampa, che si è regolarmente tenuta, il leader della “Repubblica di Donetsk” ha annunciato che i negoziati di Minsk sono stati una “vittoria per la nostra diplomazia. Gli accordi dimostrano anche che l’Ucraina soffre di agonia, un’agonia politica”, ha aggiunto, avvertendo che se l’autoproclamata Repubblica non otterrà un’indipendenza di fatto, i ribelli rivendicheranno tutto il territorio della regione di Donetsk.

“In Ucraina – ha detto, in risposta, il presidente Poroshenko, se non verrà raggiunta la pace si dovrà prendere la decisione difficile però necessaria di introdurre la legge marziale. In questo caso – ha aggiunto – sarà attuata non solo nelle regioni di Donetsk e Luhansk, ma in tutto il Paese”.