Non solo italiani vip nella lista Falciani. Tra gli oltre 7mila correntisti della banca Hsbc c’erano anche sconosciuti dai guadagni frutto di reati. Come il caso di uno dei due usurai che sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza. I due strozzini concedevano prestiti  a tasso di usura, mascherati attraverso finanziamenti societari simulati anche a un avvocato romano, che li ha denunciati. I beni sono stati sequestrati su ordine del gip di Roma. Si tratta di 20 immobili a Fondi (Latina), Padula (Salerno) e nel centro storico di Roma, tre auto di lusso (tra cui una Maserati Quattroporte) e conti correnti bancari. Sigilli anche per tre società formalmente panamensi e delle Isole Vergini Britanniche (in realtà gestite dall’Italia) e a una immobiliare romana.

Le indagini nei confronti di Salvador Vicente Frieri Gallo e Giuliano De Angelis, quest’ultimo con precedenti per estorsione usura, ricettazione, lesioni personali e bancarotta fraudolenta, avevano portato all’arresto di arrestati nel
marzo 2013 per estorsione. Le indagini sono proseguite per ricostruire i prestiti di tipo usurario concessi nel triennio 2011-2013. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma è emerso il ruolo di ciascuno: Frieri Gallo concedeva i prestiti usurai, De Angelis si occupava di procacciargli i clienti. Al primo, formalmente residente in Colombia in Italia da molti anni, è contestata anche l’accusa di evasione fiscale per non avere dichiarato al Fisco disponibilità finanziarie costituite all’estero per decine di milioni di euro. E proprio il nome di Frieri Gallo, insieme a quello del fratello Arturo Rafael, è presente nella lista Falciani.

I finanzieri sono riusciti a dimostrare che entrambi i fratelli sono di fatto fiscalmente residenti a Roma. “Sfruttando la combinazione tra una artificiosa presenza operativa all’estero delle società e la cassa depositata presso istituti di credito elvetici, i fratelli – spiegano gli investigatori –  erano riusciti ad aggirare la normativa dello Stato italiano, omettendo di denunciare nel complesso redditi dal 2003 in avanti per oltre 331 milioni di euro, di cui 60 dal 2007 al 2012″.