“Un italiano è detenuto a Erbil da luglio”. Lo ha comunicato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha precisato che del caso si sta occupando il consolato italiano già da qualche settimana.”Si sta cercando di chiarire la sua posizione. L’uomo – ha specificato il ministro – è stato arrestato nei pressi della città curda dal dipartimento antiterrorismo della regione autonoma di Erbil”, nel Kurdistan iracheno. “Mi hanno informato del caso – ha aggiunto Gentiloni – solo dieci minuti fa“.  Il presidente del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, in un’intervista per il quotidiano al Hayat, ha dichiarato che il cittadino italiano è stato arrestato perché sospettato di volersi arruolare con l’Isis, dopo essere entrato con documenti regolari dalla Turchia. L’uomo si sarebbe presentato alle guardie di frontiera dichiarando subito la sua volontà di diventare un jihadista. “Si tratta di un italiano originario”, ha precisato Barzani, volendo intendere che l’arrestato non ha origini di altri Paesi.

La notizia è stata anche confermata dall’ambasciatore italiano a Baghdad, Massimo Marotti, che ha comunicato che il detenuto viene assistito d’intesa con le autorità locali e la famiglia viene costantemente informata sugli sviluppi del caso. “L’arresto – ha confermato l’ambasciatore – è avvenuto a luglio, ma i diplomatici italiani non hanno ancora ricevuto gli atti da cui risultino i reati di cui è accusato”. Tuttavia, lo scorso 18 gennaio, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, aveva fatto sapere che un italiano, tale Giampiero F., si trovava in carcere in Iraq con l’accusa di terrorismo internazionale. Nel Paese, secondo alcune fonti locali, non ci sarebbero al momento altri connazionali detenuti.

Giampiero F., nato a Reggio Calabria 35 anni fa, è cresciuto a Bologna. Lì si converte all’Islam, si avvicina a circoli integralisti contigui al terrorismo e crea una rete di contatti. Dopo un periodo in Spagna (viene segnalato a Granada), transita dal buco nero della Turchia per provare ad arrivare nei territori del Califfato. Alcune comunicazioni via whatsapp con altri convertiti italiani sembrano inequivocabili: “È iniziata la mia lotta contro l’Occidente predone”. “Islam – libertà per i popoli oppressi”. “Lottiamo fino alla fine per liberare le terre schiacciate dalla violenza occidentale”. I suoi familiari, contattati recentemente dalla stampa, erano rimasti sorpresi da questa scelta, dicendosi convinti che Giampiero fosse stato sottoposto ad un lavaggio del cervello.

Intanto però il Califfo dello Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, ha sospeso proprio il reclutamento di miliziani stranieri, cioè al di fuori dell’Iraq e della Siria, per il timore di infiltrazioni nella rete jihadista, mentre dagli Usa arrivano segnali che si sta preparando una controffensiva, anche via terra, contro le forze dell’Isis a partire proprio dall’Iraq.

 

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