Centinaia di assunzioni fatte durante la campagna elettorale per le ultime regionali trascinano nella bufera la fondazione Calabria Etica, guidata fino a poche settimane fa da Pasqualino Ruberto. Ma se fino a ieri la polemica era soltanto politica, ora è diventata anche giudiziaria. La Procura di Catanzaro vuole vederci chiaro sulle assunzioni disposte dalla società in-house della Regione Calabria che si sarebbe dovuta occupare di progetti di assistenza alle famiglie disagiate e che potrebbe invece essere diventata un ‘assumificio’ funzionale alla candidatura a sindaco di Lamezia Terme – nella coalizione di centrodestra – di Pasqualino Ruberto, nominato presidente di “Calabria Etica” dall’ex governatore Giuseppe Scopelliti.

È questo il sospetto del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri che ha disposto l’acquisizione di numerosi documenti ora al vaglio dei magistrati e dei carabinieri. Ancora non c’è nessuno indagato, ma l’inchiesta punta ad accertare se sono stati commessi eventuali reati nell’ultimo periodo di gestione di Calabria Etica che ha assunto a tempo determinato 251 persone nei giorni immediatamente precedenti le elezioni regionali del novembre scorso, continuando poi a fare altri contratti anche a dicembre e gennaio per arrivare sino a quota 700. Tranne qualcuno tutti gli assunti sono residenti a Lamezia Terme, guarda caso nella stessa città in cui Ruberto dovrebbe candidarsi a sindaco.

Tra gli assunti anche la compagna Bianca Maria Vitalone che si è poi dimessa dopo che è scoppiata la polemica. La donna aveva beneficiato di un contratto triennale da114mila euro, firmato dal compagno. Ma nell’elenco degli assunti ci sarebbero anche la sorella e alcuni parenti stretti del socio del suo studio. In totale, da dicembre a oggi la società della Regione ha firmato contratti per un costo di oltre un milione e 300mila euro. Dal canto suo, Ruberto si difende sostenendo di non “aver potuto fermare l’attività della fondazione solo perché c’erano le elezioni”. E, intervistato dal format Tv7 della Rai, aggiunge: “Tutti i contratti sono stati stipulati all’insegna della regolarità amministrativa. Se poi c’è il consenso ben venga”.

Politica in salsa calabrese e non solo. Oltre ad essere presidente dell’associazione politica Labor, Ruberto è membro dell’assemblea nazionale dell’Ncd. La candidatura a sindaco oggi è a rischio mentre già il suo nome era tra gli assessori della giunta comunale di Lamezia sciolta nel 2002 per infiltrazioni mafiose. Diventato presidente di Calabria Etica, Ruberto aveva firmato un protocollo d’intesa con il direttore della fondazione Trame che ogni anno organizza il festival dei libri antimafia. Un’alleanza poi non concretizzatasi. Il protocollo, infatti, è stato rescisso dopo essere stato stipulato. L’anno prima l’ex direttore artistico di Trame, il giornalista Lirio Abbate, aveva abbadonato il festival dopo che si era defilato anche il presidente della fondazione antiracket Tano Grasso. “Lascio un progetto culturale e sociale – aveva motivato le sue dimissioni Abbate – in cui ho creduto fin da quando è stata data vita all’iniziativa. Insieme a Tano Grasso abbiamo creato le basi e realizzato le fondamenta per inventare Trame, non solo nel nome dato alla manifestazione contro le mafie, ma anche nei fatti, proseguendo gli ideali sociali e culturali anche dopo la sua uscita dal festival. Non sussistevano più le condizioni per proseguire un percorso comune”.