Taci, né padrone. La situazione del Parma Calcio, tra passaggi di proprietà fantasma e concreto rischio fallimento – entro il 15 febbraio andranno pagati gli stipendi dei giocatori, i fornitori, l’Iva e l’Irpef altrimenti partirà la messa in mora della società – rischia di passare da tragedia a farsa. E’ di stamattina la notizia, riportata da Gabriele Majo su stadiotardini.it e poi rilanciata da tutti i media, di un nuovo passaggio di proprietà. Nella notte da un notaio di Codogno (LO) la misteriosa società cipriota Dastraso Holdings Ltd, che il 19 dicembre 2014 aveva rilevato il Parma da Ghirardi, avrebbe venduto le sue quote a un misterioso acquirente. Notizia confermata dal sindaco Federico Pizzarotti, che in mattinata ha incontrato l’ex ds del club Pietro Leonardi. “So che è entrata una nuova proprietà e che ora servono i tempi tecnici per le pratiche e perché arrivino i soldi – ha detto il primo cittadino a ilfattoquotidiano.it – Speriamo che non ci prendano ancora in giro, perché non ci possiamo più permettere mosse come questa. Ho già chiesto un incontro con la nuova proprietà, una volta che tutto sarà definito”.

C’è chi ipotizza ci sia dietro uno sceicco qatariota, chi un gruppo industriale russo, chi una cordata d’imprenditori locali e chi infine la famiglia Barilla. Ma di certo non c’è nulla. Come aveva infatti scritto ieri ilfattoquotidiano.it non si può nemmeno dimostrare che per due mesi il proprietario del Parma fosse stato il petroliere albanese Rezart Taci, da tutti indicato come tale. Anzi. Nelle carte dello strano passaggio di proprietà delle quote di Eventi Sportivi Spa (la società creata da Ghirardi per controllare il Parma Calcio) alla Dastraso Holdings Ltd (società cipriota creata, secondo il Portale Europeo della Giustizia Elettronica, a novembre del 2014 con un capitale sociale di mille euro, e quindi a tutti gli effetti creata ad hoc per condurre questa strana acquisizione) non apparivano persone fisiche riconducibili alla Dastraso. Men che meno il nome di Taci.

Oggi la Dastraso, il cui iperbolico fatturato da 2 miliardi di euro è stato annunciato dai numerosi personaggi succedutisi alla guida del club in questi due mesi ma mai dimostrato, dopo aver venduto nel mercato di gennaio nove giocatori e accettato la rescissione del contratto di altri due, Cassano e Felipe, vende di nuovo a misteriosi acquirenti. Evidentemente i motivi dell’acquisizione da parte di Taci non erano ‘sportivi‘. Fatto sta che né la Lega Serie A né la Figc decidessero di indagare. Da Parma poi la Procura e la Gdf smentiscono l’apertura di un’inchiesta, che a questo punto partirà ufficialmente solo dopo il 15 febbraio con la messa in mora del club. In città la situazione è bollente, lo storico gruppo dei Boys spiega: “Dobbiamo pretendere oggi o mai più che sia fatta chiarezza in questo ginepraio di debiti e di mezze verità, dobbiamo fermare questo assurdo teatrino. Il marcio del pallone sono i presidenti e i dirigenti, che si prendono gioco dell’amore incondizionato dei tifosi e che giorno dopo giorno spremono le società fino all’ultimo centesimo raccontando menzogne”.

Ma nemmeno il nuovo passaggio di proprietà brilla per chiarezza. E dato che nell’ultimo bilancio disponibile relativo alla stagione 2012-13 (quello della stagione 2013-14, approvato dal vecchio cda il 27 dicembre, stranamente non è ancora stato reso pubblico) il Parma Calcio aveva un passivo di oltre 10 milioni, ed esposizioni debitorie per 170 milioni circa, le domande che restano sul tappeto sono molte. Chiusa l’era Ghirardi e le rose da oltre 200 giocatori, dismessa la fantasiosa ipotesi Taci, chi è il secondo misterioso compratore? Ha i soldi per saldare le pendenze entro il 15 febbraio ed evitare la messa in mora del club con conseguente fallimento? È sua intenzione farlo o vuole aspettare il fallimento e ripartire dalla Lega Pro? Una soluzione alternativa potrebbe arrivare dal un gruppo di sostenitori gialloblù che ha lanciato l’ipotesi di azionariato popolare, con una pagina Facebook che ha già raggiunto oltre 1100 iscritti. Nel mentre però la Serie A rischia di essere un campionato falsato, nella colpevole indifferenza di Lega e Figc.

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