“Sfido chiunque a trovare per sbaglio anche solo un argomento”, nel ddl Riforme, “che coincida con quello che abbiamo detto per 20 anni“, ovvero “presidenzialismo, tetto fiscale, soppressione del Senato“. Rincara la dose, Raffaele Fitto, dopo l’attacco portato ieri alla leadership e alle scelte di Silvio Berlusconi insieme alla minoranza del partito. In una conferenza stampa alla Camera, il leader della minoranza di Forza Italia torna sul soccorso accordato dall’ex Cavaliere a Matteo Renzi sulla legge elettorale in nome del patto del Nazareno: “Stiamo anche qui svendendo la nostra storia sulla strada di un percorso incomprensibile”

L’Italicum, ha detto l’ex governatore della Puglia, è “una resa totale ai diktat di Renzi”, è “scritta su misura” per il Pd e rende difficile “rilanciare il progetto del centrodestra”. È “incomprensibile come Forza Italia abbia potuto sostenere questo progetto”, ha protestato fitto entrando poi nel merito: ” Con l’eccezione di alcuni capilista – ha aggiunto, facendo riferimento alla questione delle preferenze – tutti gli altri saranno nominati, altro vulnus alla democrazia”. “Non comprendo perché su certi temi non si possa aprire una discussione chiara nel nostro partito – incalza Fitto – perché bisogna approvare le riforme prima dell’elezione del capo dello Stato? Io non lo capisco, fa parte di un percorso di arretramento che ci porta all’azzeramento della nostra posizione politica”.

Oltre alle riforme costituzionali e all’Italicum, il terzo fronte d’attacco del leader della minoranza è quello delle elezioni del presidente della Repubblica: “Ho una grande stima di Antonio Martino  Avrei preferito che fosse stato impiegato in un altro modo e non per un pomeriggio di votazioni”, risponde Fitto a chi gli chiede un commento alla proposta, avanzata da Berlusconi, di indicare l’ex ministro degli Esteri e della Difesa nelle prime votazioni per il Colle. Su quale nome si orienteranno i fittiani? “Vediamo quali sono i candidati che verranno proposti e valuteremo…”.

Ieri Berlusconi aveva spiegato la propria strategia: “Capisco che il Nazareno ci costi molto, ma in questo momento il nostro obiettivo è la partita del Colle – aveva detto l’ex Cav durante la burrascosa riunione con i dissidenti a palazzo Grazioli – l’accordo con Renzi su Italicum e riforme era l’unico modo per tornare centrali e restare interlocutori privilegiati nella battaglia parlamentare per ottenere un candidato al Colle non ostile“. L’approccio di Fitto è diametralmente opposto: “La domanda che dovrebbe essere posta è: volete fare da scendiletto a Renzi? Io dico di no. Ricordo che noi abbiamo votato contro la fiducia, io vorrei capire cosa è cambiato in un pomeriggio. Non arretreremo dalle nostre posizioni fino a quando non daranno motivazioni valide per spiegare le scelte fatte”.