Una sessantina di ricoveri in terapia intensiva, due morti ad Aosta e Lecce, e un milione e mezzo di italiani già contagiati. Inizia a entrare nella sua fase più acuta l’influenza stagionale, provocata dal virus dell’influenza suina, denominato A- H1N1. “Nelle ultime settimane – spiega Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – sono stati segnalati una sessantina di casi più gravi, e in una cinquantina di essi è stato necessario ricorrere alla ventilazione assistita”.

Le attenzioni degli esperti, però, sono puntate su un’altra variante del virus, l’A-H3N2, che si sta diffondendo in Usa e nord Europa. “Ci si attendeva l’arrivo di un ceppo nuovo e più virulento – aggiunge l’esperta -, ma al momento il ceppo che continua a circolare in Italia è l’H1N1, già noto e ricompreso nella composizione del vaccino. Riguardo il ceppo H3N2 – continua Salmaso – , è una spia rossa che si accende. Potrebbe arrivare anche da noi, ma non è detto che a ciò corrisponderà poi un reale pericolo”. Dello stesso parere Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. “Su 266 casi d’influenza isolati in Italia, 190, il 71%, sono dovuti al virus H1N1. Il virus della suina – spiega l’esperto – è quasi diventato stagionale, da quando ha fatto la sua prima comparsa nel 2009”.

A pesare sui numeri dell’epidemia d’influenza quest’anno potrebbe aggiungersi il calo registrato nelle vaccinazioni, in seguito alla vicenda del vaccino “Fluad”, ritirato precauzionalmente dall’Aifa, l’agenzia del farmaco, nelle scorse settimane, dopo alcune morti sospette, e poi scagionato dalle analisi effettuate. “L’appello – conclude Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss – è a vaccinarsi subito, perché il picco è previsto a febbraio e il vaccino fa effetto dopo due settimane”.