“L’islam non c’entra niente con la strage di Parigi”. A parlare è Moammhed Garouan, l’imam di Sellia Marina (Cz) qualche anno fa arrestato per terrorismo e poi prosciolto senza neanche un processo. Suo figlio, Brahim, era finito in carcere assieme a lui. Da un anno non ha più sue notizie ma sembrerebbe che sia andato in Siria dove è morto tra le fila dei ribelli contro Assad. “Se è andato in Siria ha perso il cervello”, commenta l’imam. Adesso la sua moschea è stata inserita dai servizi segreti in un’informativa consegnata al governo e al Copasir. Il sospetto è che sia un luogo di culto dove vengono addestrati potenziali terroristi. L’imam rischia quindi di essere espulso dall’Italia. “Non c’è problema. – afferma Garouan – Se mi dicono di andare via ritorno in Marocco. L’Italia in questo momento non è in pericolo. L’Islam non è d’accordo con quanto avvenuto in Francia“. “Se ci sono terroristi sono fuori dalla moschea. – aggiunge un giovane marocchino – Noi non abbiamo neanche un euro per comprare una bottiglia d’acqua. Se la Francia ha fatto un guaio da sola con gli algerini, l’Islam non c’entra niente. Mettono sempre in mezzo la religione e arriviamo alla terza guerra mondiale“. L’imam Garouan ha un po’ di difficoltà a prendere in mano la copia di Charlie Hedbo: “È offensivo per l’islam ma non si può ammazzare qualcuno per un giornale” di Lucio Musolino