Lutz Bachmann, fondatore del movimento tedesco anti-islam di Pegida, aveva posato come Adolf Hitler: fila al lato fra i capelli, baffi e sguardo del Fuehrer nazista. E sulla foto, spuntata sulla sua pagina Facebook, è esploso un caso in Germania che ha portato Bachmann alle dimissioni dalle sue funzioni nel movimento politico. Oltre a chi sosteneva infatti che un’immagine del genere fosse un chiaro segnale della vicinanza al nazismo dei cosiddetti “Patrioti europei contro l’islamizzazione dell’Occidente”, critiche e polemiche attraversavano lo stesso movimento. Bachmann aveva affermato che la foto coi baffi di Hitler era solo uno “scherzo“, spiegando di essersela scattata dal barbiere in occasione della pubblicazione del suo libro “Er ist Wieder da”, un racconto satirico sul leader nazista Adolf Hitler. “Di tanto in tanto bisogna prendersi gioco di sè stessi”, aveva detto a Bild. L’indignazione contro il movimento è stata però molto grande nel Paese, dove ogni lunedì contro Pegida, scendono per le strade decine di migliaia di persone, per manifestare a favore della tolleranza e l’apertura della società.

Il controverso movimento ha iniziato in autunno ad organizzare marce settimanali a Dresda per chiedere politiche più severe contro l’immigrazione. La manifestazione di lunedì scorso è stata annullata dalle autorità dopo che sono emerse “minacce concrete” di un possibile attentato islamista, mentre Bachman è sotto protezione della polizia in seguito a minacce di morte. Per il 21 gennaio è stata convocata una grande manifestazione di Pegida a Lipsia, dove sono attese 100mila persone. In città sono state organizzate 19 contro manifestazioni e la polizia ha dispiegato 4mila agenti in uno schieramento senza precedenti in questa città dalla riunificazione tedesca. La città faceva parte della Germania est e le autorità hanno vietato alla marcia di seguire il percorso delle manifestazioni del 1989 contro l’allora regime comunista.