Discariche abusive ai margini della città, sacchetti di immondizia lasciati per ore sulle strade del centro storico, con i topi ritornati a rovistare tra i rifiuti, e guardie e ispettori ambientali pronti a multare i cittadini che espongono in maniera errata l’immondizia e assicurarsi che le nuove regole siano rispettate. A Parma la raccolta differenziata è arrivata al 70 per cento, ma i nodi da risolvere per arrivare a un sistema efficace sono ancora tanti. I primi ad ammetterlo sono gli amministratori Cinque stelle, che in soli due anni e mezzo hanno esteso il porta a porta a tutti i quartieri, ma che ogni giorno devono affrontare i disagi e le situazioni di degrado segnalate dai cittadini.

In campo per arginare il problema ci sono telecamere fisse e mobili, agenti di polizia municipale, guardie ecologiche di Legambiente e volontari, a cui si sono aggiunti nei giorni scorsi sei nuovi ispettori ambientali dipendenti della multiutility Iren, che nella città ducale gestisce la raccolta differenziata. “L’obiettivo è quello di migliorare i controlli e anche l’informazione verso i cittadini – ha spiegato l’assessore all’Ambiente Gabriele Folli – in modo da ridurre via via le situazioni di irregolarità e arrivare un efficace funzionamento della raccolta”.

Negli ultimi mesi del 2014 le sanzioni elevate sono state in tutto 131 per cifre che variano dai 25 ai 500 euro e in futuro i controlli si intensificheranno, ma i disagi e l’insofferenza dei cittadini si moltiplicano. I casi al limite si registrano soprattutto nelle zone di prima periferia e nelle vie meno frequentate, dove nascono discariche abusive di rifiuti abbandonati. Anche il centro storico è una delle aree più calde, anche per via della presenza di numerosi esercizi commerciali. Nei borghi e nei vicoli i sacchi di immondizia rimangono esposti per tempi prolungati e il ritardo del ritiro ha provocato in molti quartieri il ritorno dei topi e di un generale degrado visibile a tutti.

Criticità che si aggravano nei periodi di festività e durante l’estate. “Le cause di questa situazione ampiamente prevedibile non possono certo essere addossate ai cittadini, come spesso fa il sindaco – attacca il capogruppo del Pd Nicola Dall’Olio – ma ad un sistema di raccolta troppo rigido, che mostra già i suoi limiti nei periodi ordinari, e a un servizio da parte di Iren spesso carente nella puntualità e frequenza dei passaggi o nella fruibilità dei centri di raccolta”.

Nella città dove l’inceneritore di Ugozzolo brucia rifiuti dall’estate del 2013, prima sconfitta dell’amministrazione del sindaco Federico Pizzarotti, e dove la differenziata è il sistema scelto dai Cinque stelle per “affamare” il forno in modo da conferire sempre meno residuo da smaltire, i rifiuti rimangono ancora una delle questioni principali nelle polemiche tra amministrazione e minoranza. E questo non solo per le “promesse disattese” di Pizzarotti e dei suoi, ma anche per il sistema di raccolta e per il rapporto tra Comune e multiutility Iren.

Da sei mesi, denuncia Dall’Olio, l’opposizione ha depositato in consiglio un ordine del giorno con proposte di miglioramento per rendere più flessibile il sistema di raccolta, pensandone uno ad hoc proprio per il centro storico, insieme a una reintroduzione di cassonetti stradali “intelligenti” per il rifiuto indifferenziato. Ma la discussione non è mai stata affrontata nell’assemblea. Inoltre poco chiare appaiono le intenzioni dell’amministrazione di cambiare gestore per la raccolta: a fine 2014 è scaduto il contratto di servizio con Iren, ma “non risulta che né Pizzarotti né Folli si stiano spendendo nelle sedi deputate per andare verso una gestione diretta del servizio e per rinnovare celermente i termini del servizio – aggiunge Dall’Olio – Evidentemente, per il sindaco e l’assessore, la gestione della raccolta rifiuti va bene così come è”.

A questo problema si aggiunge anche quello delle tariffe, che secondo le promesse delle passate amministrazioni, con l’inceneritore si sarebbero dovute abbassare, e che invece sono le più alte in Regione. A luglio partirà la tariffazione puntuale che permetterà ai cittadini di pagare in base a quanto rifiuto indifferenziato producono, ma intanto l’Agenzia territoriale per i rifiuti Atersir ha deliberato per Parma costi di smaltimento più alti del 30 per cento rispetto ad altre realtà regionali. La denuncia arriva direttamente dall’assessore Folli, che chiederà un incontro all’assessore regionale Paola Gazzolo per chiedere la che provincia di Parma, che sta ottenendo i risultati migliori in tutta la regione in termini di raccolta differenziata e riduzione rifiuto residuo, non venga penalizzata dai costi più alti di smaltimento.