Un altro attentato in un mercato in Nigeria e, come sabato a Maiduguri, a saltare in aria sono state due bambine. È stato portato da due piccole kamikaze l’assalto contro un mercato nella città di Potiskum, nel nord est della Nigeria. È il sito web della Reuters a riportare la notizia. Il bilancio provvisorio è di tre civili uccisi.

Come nell’attentato di ieri le due piccole avrebbero avuto poco più di 10 anni secondo i testimoni. La città di Potiskum è stata frequentemente attaccata dal gruppo sunnita jihadista Boko Haram. A poco meno di cinque settimane dalle elezioni presidenziali e legislative in Nigeria, i terroristi stanno accrescendo la loro ondata di terrore sulle città e sugli abitanti del nord est del Paese, costringendo all’esodo verso i confini di Camerun, Ciad e Niger altre migliaia di persone. Il mercato preso di mira sabato a Maiduguri è lo stesso dove lo scorso primo dicembre due donne si fecero esplodere causando una decine di morti e una cinquantina di feriti.

Intanto cominciano a emergere le prime testimonianze sulla strage di Baqa e in altri sedici villaggi. “Abbiamo corso per giorni e visto cadaveri, specialmente sulle isole del lago Ciad: sono stati sterminati come insetti” racconta ai media nigeriani uno dei sopravvissuti. “Il massacro (di domenica scorsa e con una stima di circa 2000 morti) è andato avanti per giorni, i miliziani sono in agguato lungo le acque e quando vedono passare una barca di quelli che fuggono aprono il fuoco”. Altri sopravvissuti parlano di decine di cadaveri “ovunque”.

Secondo altre testimonianze, alcuni residenti inquadrati nelle file dei “vigilantes” hanno tentato di respingere l’attacco a Baga: “All’inizio siamo riusciti anche a catturare alcuni miliziani. Poi i soldati della forza multinazionale ci hanno ordinato di ritirarci perché dicevano che stava per arrivare un cacciabombardiere. Ma non è arrivato. I Boko Haram sono arrivati in massa, uccidendo chiunque incontravano”.  “Siamo fuggiti tra i cadaveri, anche di donne e bambini. Una donna incinta aveva lo stomaco squarciato. Lungo la strada abbiamo visto una barca con 25 morti, molti uccisi con un colpo di arma da fuoco, altri annegati”. Altri ancora raccontano di aver passato giorni nascosti tra la boscaglia, mentre è iniziata la ricerca dei parenti delle famiglie costrette a dividersi nella fuga.