Sono stati costretti a farsi notare con i fischietti e i cori i lavoratori della Cgil, che questa mattina hanno protestato nella sede della Granarolo, alle porte di Bologna, dove era in arrivo il premier Matteo Renzi. Gli operai, che volevano manifestare contro il Jobs act, sono stati tenuti a debita distanza non solo dal premier, ma anche da fotografi, stampa e televisioni. Coperti dai cancelli e stretti in pochi metri quadrati, per “motivi di sicurezza”. “Hanno cercato di oscurare la nostra protesta tenendoci lontano e vietandoci di muoversi da un perimetro strettissimo” ha raccontato il segretario della Flai Cgil di Bologna. Vincenzo Grimaldi, che solo alla fine del sit-in ha raggiunto i cronisti. “Ma l’adesione allo sciopero è stata buona: la produzione all’interno si è fermata. L’importante per noi era non far passare il messaggio che le politiche del governo sul lavoro sono buone e condivise”  di Giulia Zaccariello