Clandestini a bordo della Norman Atlantic ed elicotteri della guardia costiera della Grecia senza manutenzione nonostante un contratto milionario: sono i due nuovi elementi che emergono in queste ore ad Atene sul naufragio del traghetto noleggiato dalla compagnia ellenica Anek Lines, che ha provocato la morte di 11 persone oltre a un numero imprecisato di dispersi. Alcuni immigrati afghani avrebbero acceso un fornelletto in un camion nel garage della Norman Atlantic per riscaldarsi in quella notte maledetta del 28 dicembre scorso: così un clandestino ricostruisce sulla stampa greca gli attimi precedenti alla tragedia del traghetto Anek Lines, dopo che anche un camionista greco aveva fatto trapelare la versione dei fatti nelle ultime ore. La presenza di immigrati a bordo, ipotizzata fin dai primi momenti, non era stata però confermata né dal personale a bordo né dai primi sopralluoghi, ma già la discrepanza tra gli elenchi dei passeggeri nelle mani dei greci e degli italiani avevano fatto sollevare più di un sospetto. Le testimonianze saranno vagliate dagli inquirenti e probabilmente confrontate con le altre che, numerose, stanno emergendo in questi giorni. E dei traghetti che salpano dalla Grecia all’Italia solo quello di una specifica compagnia dispone della security privata che controlla meticolosamente ogni mezzo che si imbarca.

Il tutto si somma alle polemiche sollevate dopo che molti in Grecia hanno puntato l’indice contro l’Autorità Portuale di Igoumenitsa, che non avrebbe dovuto dare l’ok alla partenza della Norman con il mare a forza dieci e con le avverse condizioni meteorologiche, che tra l’altro si sono prolungate per diversi giorni impedendo il normale svolgimento dell’intervento dei soccorsi. Tra l’altro proprio sulle modalità di salvataggio si apprende che appena 4 dei complessivi 18 elicotteri della Guardia Costiera greca erano idonei a volare, mentre gli altri si trovavano fermi negli scali di Eleusi, Tatoi e nella base della Marina a Marathona. Il motivo? Mancanza di manutenzione e supporto tecnico. Allo stesso tempo, i piloti dei due Super Puma antincendio anche in grado di partecipare alle operazioni di soccorso, pare non fossero addestrati nell’uso del winch, il verricello di salvataggio. Invece nei primi attimi post incidente i greci avevano denunciato che erano stati gli italiani a non far richiesta di più mezzi, dal momento che solo dopo venti ore era decollato il primo Super Puma ellenico dall’isola di Corfù in grado di trasbordare più naufraghi rispetto ai mezzi italiani.

La Grecia aveva acquistato gli elicotteri in questione dalla francese Dauphin nel 2003 ma il contratto di manutenzione era scaduto nel luglio 2006. Per tre anni sei elicotteri erano rimasti privi di supporto tecnico e fermi a terra. Ma nel 2009 l’allora ministro della Marina Mercantile Anastasios Papaligouras aveva proceduto ad un nuovo contratto siglato dalla Hellenic Aerospace Industry per 5 anni. Il costo era stato molto maggiore rispetto al contratto precedente, per ben 5,5 milioni. Ma nonostante ciò solo uno dei mezzi era idoneo al volo.

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