Trenta dicembre 2013. Trenta dicembre 2014. Lo stesso giorno, un anno dopo: due vacanze, due premier, due stili a confronto. Se in vista del Capodanno Matteo Renzi per raggiungere con la famiglia la Val d’Aosta ha scelto di utilizzare un volo di Stato, giusto lo scorso anno per andarsene in Slovenia a godersi qualche giorno di riposo il suo predecessore Enrico Letta aveva imbarcato moglie e figli su un volo di linea, come un cittadino qualsiasi.

Sulla decisione di Matteo Renzi la polemica divampa. Il caso lo fa scoppiare il Movimento 5 Stelle. E’ martedì 30 dicembre: quel giorno, scrive sul suo sito il deputato 5 Stelle Paolo Romano, un Falcon 900 “riporta a casa da Tirana il nostro SuperPremier”, che si trovava in visita ufficiale in Albania. “Secondo i piani di volo il Falcon dovrebbe far rotta su Roma, ma evidentemente il premier ha fretta. Deve andare in vacanza”. Così l’aereo viene “dirottato su Firenze”, dove “imbarca moglie e figli del Presidente del Consiglio e riparte alla volta di Aosta”. “E il Falcon con Renzi e famiglia atterra alle 21,25”, continua il deputato dell’M5S. “Vacanze a Courmayeur. All’insegna del risparmio ovviamente. Di chi? Di Renzi e famiglia che alloggia nella caserma degli Alpini a spese della comunità (noi)”. Poche ore più tardi arriva la risposta del premier: “Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza #regole”, twitta Renzi.

Regole e protocolli di sicurezza cui un capo di governo ha la possibilità di sottrarsi, come dimostrato l’anno precedente da Enrico Letta. Lunedì 30 dicembre 2013, il predecessore partiva per le vacanze con famiglia al seguito a bordo di un normalissimo volo di linea. Raccontava quel giorno il “Piccolo” di Trieste che il defenestraturo presidente del Consiglio (al suo ritorno in Italia sarebbe cominciato lo showdown renziano che avrebbe portato al cambio a Palazzo Chigi)  assieme alla moglie ed ai tre figli, si imbarcava come un passeggero qualsiasi sul volo Alitalia AZ1365, decollando da Roma Fiumicino a bordo di un Airbus A320 e atterrando alle 16.05 di sabato allo scalo di Ronchi dei Legionari, l’aeroporto di Trieste. Non solo: “Letta non ha richiesto alcuna assistenza particolare – scriveva ancora il quotidiano friulano – e, anche se appare ovvio che il premier avesse attorno a se gli uomini della sua scorta, il cordone di sicurezza era discreto e quasi invisibile”. Lì il noleggio di una Peugeot 5008 intestata alla consorte e via verso la Slovenia, il più possibile lontano da taccuini e riflettori. Vacanze all’insegna della pace e di una spending review applicata anche al viaggio di ritorno: il 3 gennaio Letta & family ripartivano da Trieste alle 17.20. Con un altro volo di linea.

Enrico Letta non è il solo capo di governo (nel suo caso “ex”) a muoversi per le ferie in maniera sobria. Altre latitudini geografiche, politiche ed economiche, ma negli ultimi anni per raggiungere l’isola di Ischia, dove ama trascorrere brevi periodi primaverili, Angela Merkel non ha scelto l’elicottero: il 29 marzo 2013 la cancelliera tedesca sbarcava a Casamicciola alle 16.10 dal traghetto di linea “Maria Buono” della Medmar, proveniente da Pozzuoli. Lo stesso mezzo utilizzato per raggiungere e ripartire dall’isola anche il nell’aprile del 2014. Una tradizione che prosegue almeno dal 2006: il 10 aprile aveva raggiunto in aereo Napoli e poi si era trasferita sull’ isola a bordo dell’aliscafo “Celestino” dell’Alilauro, aveva preso posto nel settore di prua, sedendosi tra gli altri viaggiatori. Anche il 6 aprile del 2007 la Merkel si era imbarcata con il marito Joachim Sauer su un aliscafo al Molo Beverello alle 9.35 ed era approdata sull’isola alle 10.20, dopo aver pagato il biglietto come un qualsiasi altro turista.