Rocio-Roca-Basica-_COVERRoca Básica è il titolo del disco d’esordio di Rocío Rico Romero, una ragazza dalla voce ipnotica di origini andaluse e dalla folta chioma riccioluta, che dopo un’esperienza Erasmus a Firenze, ha eletto l’Italia suo paese d’adozione, scegliendo di vivere in pianta stabile a Bologna. L’album del debutto è composto da nove canzoni dalle atmosfere dilatate, sospese, ed è pervaso da un’apparente quiete che è alternata a improvvise solitudini.

“Sicuramente il bagaglio musicale che porto dentro crea una base estetica inconscia – afferma la cantautrice parlando dell’album –, ma non è da là che arriva l’ispirazione. La musica arriva e io la intrappolo. I testi emergono e li scrivo, poi assemblo il tutto, con cura, nel momento adatto”. Riguardo alle influenze, invece, “mi appassionano le voci di Mercedes Sosa, Maria Callas, Dulce Pontes, Chet Baker, Mina…”.

Roca Básica prende il nome da uno dei componenti fondamentali che formano la terra da dove Rocío proviene, precisamente da Huelva, porto dell’Andalusia a 9 km dall’Oceano Atlantico e a 50 km dalla frontiera col Portogallo. È un “album essenziale – dichiara la cantautrice – perché emerge la mia essenza, ciò che al momento sono e che voglio raccontare attraverso la musica e le parole”. È un lavoro colmo di desideri, un disco di sfogo, di liberazione e seduzione al tempo stesso. “E di battiti. I miei, sui quali faccio luce e buio disperato. E poi battiti regalati, battiti rubati. Silenzio, assenza, solitudine, mancanze necessarie”.

Riguardo al suo background artistico, Rocío Rico racconta: “Provengo vocalmente dal flamenco, un canto che, credo, o si ha dentro oppure no, e da una esperienza pop acustico. Arrivata in Italia ho cominciato famelicamente a cercare una formazione vocale accademica lirica, guidata dalla mia maestra Gloria Giovannini e per cinque anni ho fatto parte del loro coro Arcanto, portando in scena un repertorio lirico e popolare attraverso opere classiche e composizioni contemporanee di Giovanna Marini sui testi di tragedie greche e di Pier Paolo Pasolini, per un progetto curato da Angelica Festival. In seguito è decollata la mia parte cantautoriale, ma volendo condividere la musica con altri musicisti e altre voci, ho militato a lungo in diversi gruppi che andavano dalla musica etnica all’elettronica. La mia voce ha passeggiato liberamente anche in altri progetti dove l’improvvisazione era essenziale. Danza e video. Movimenti dei corpi sulla scena per una retroalimentazione riciproca. Ora sono immersa in Roca Básica, il mio primo album, prodotto dalla Liquido Records”.

Già, le sue radici flamenche emergono in gran parte delle composizione e la struttura pop che si avverte in alcuni pezzi scompare in altri dal taglio più irregolare, grazie a una vocalità e a un’impostazione inaspettata. Quasi mistica. Provate a darle un ascolto.