Se in amore tutto è concesso, in politica, evidentemente, muoversi a tuttocampo – in spregio alle tradizionali divisioni destra-sinistra – per qualcuno è diventato un must. La battaglia della primarie, in Liguria, conferma l’assunto. Capita quindi che una esponente del Pd, Raffaella Paita, raccolga l’offerta di appoggio di un ex esponente di Alleanza Nazionale, transitato nel Popolo della Libertà come l’imperiese Alessio Saso, capogruppo dell’Ncd in Regione Liguria. “Alle Primarie sosterremo la Paita che ha presentato il miglior progetto politico” ha dichiarato Saso, dando voto favorevole all’approvazione del bilancio regionale. L’appoggio alla giunta Burlando negli ultimi tempi non è mai mancato da parte dei due esponenti alfaniani dell’Ncd ligure (Saso e Garibaldi).

Il governatore uscente e la sua delfina ne hanno preso buona nota. Paita del resto non ha mai fatto mistero di voler ampliare il perimetro delle alleanze ricomprendendo anche spezzoni del centrodestra, purché aderiscano alle linee programmatiche tracciate. In attesa di una auspicata (da Paita) fusione con l’Udc che patisce dure convulsione interne: il capogruppo in Regione, Massimiliano Tovo, ha lasciato il partito e ha aderito al Centro Democratico che fa capo, a livello nazionale, a Bruno Tabacci. Tovo è il terzo incomodo fra Paita e Cofferati che si disputano lo scettro di candidato del Pd al prossimo ciclo amministrativo di via Fieschi. Altro argomento forte agitato da Paita, renziana di ferro, per difendere la scelta di accettare l’appoggio di Saso: forse il Pd di Renzi a Roma non governa con l’Ncd di Angelino Alfano?

Senonché il progetto di imbarcare Saso e la fazione ortodossa dell’Ncd rischia di saltare sulla mina collocata sulla sua strada dagli organi dirigenti locali del partito. La ragione la spiega a ilfattoquotidiano.it il segretario provinciale del Pd genovese, Alessandro Terrile: “Il problema non è l’Ncd, sebbene non abbia partecipato al nostro tavolo di coalizione che comprendeva, oltre al Pd, Idv, il partito socialista, Progetto Liguria e anche Sel, poi sfilatosi. I partiti devono convergere su programmi condivisi e con il Nuovo Centrodestra al momento non c’è stata alcuna discussione in proposito. Inoltre autorevoli esponenti dell’Ncd hanno espresso orientamenti contrari ad accordi col Pd. Il problema riguarda il personale politico che per la propria storia e per le inchieste giudiziarie nelle quali è coinvolto risulta incompatibile con il Partito democratico“. Saso è indagato nell’inchiesta Maglio 3 per le presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nel ponente ligure. Nel 2011 aveva ricevuto un avviso di garanzia per promesse elettorali, una versione alleggerita del reato di voto di scambio. E’ anche coinvolto nell’inchiesta genovese per le spese pazze alla Regione Liguria. Terrile ricorda che è stato il Pd a suo tempo a segnalare la presenza di infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle istituzioni, ancor prima che intervenisse la magistratura. E che l’iniziativa ha portato allo scioglimento di alcuni consigli comunali dell’estremo ponente. “Inserire nelle nostre liste personaggi di questo tipo non ci porterà a vincere le elezioni – conclude Terrile – Daremmo un messaggio incomprensibile al nostro elettorato. Un conto è accettare voti per alcuni organismi locali, altro è stringere una vera e propria alleanza politica sulla quale non solo i candidati alle primarie ma anche gli organi dirigenti del partito debbono potersi esprimere”.

Raffaella Paita rimanda secca al mittente i rilievi di Terrille. “Mi pare assai più grave l’endorsement fatto alcuni giorni da Claudio Scajola a favore di Cofferati. Perché nessuno ha detto niente?” si è lamentata col Secolo XIX. Riuniti i suoi dopo essere tornato in libertà nelle more dell’inchiesta Matacena, l’ex ministro ha scandito una frase che può suonare appunto come un endorsement a Cofferati ma più verosimilmente intendeva scagliare una polpetta avvelenata nel campo avversario. “Ha ragione Cofferati quando dice che bisogna avere più attenzione per il nostro territorio“. E giù bastonate sulle scelte politiche di Burlando e di Paita (assessore alle Infrastrutture), come se non si sapesse che la Liguria per anni si è retta sull’accordo fra i due Claudio, Burlando e Scajola, fino alla caduta in disgrazia di “O ministro”, così nell’imperiese chiamano Scajola. Paita ha preso la palla al balzo per rivendicare la propria lontananza da Scajola. “Vedete? Siamo noi i suoi veri nemici”.

E se Saso giura di non avere ambizioni di poltrone, ma di desiderare soltanto rafforzare il progetto politico di Paita, il coordinatore regionale del Ncd capovolge il ragionamento: “Ritengo che l’alleanza vada fatta col centrodestra e non col Pd – dice Luigi Zoboli – Confido che questa sarà la linea del partito a livello nazionale. A quel punto, Saso e Minasso (altro dissidente, ndr) dovranno rassegnarsi. Niente poltrone per loro nella prossima legislatura”. Cofferati ha già chiarito che non supererà mai le colonne d’Ercole del centrosinistra. E ha incassato il sostegno aperto di Nichi Vendola e Pippo Civati, sabato erano a Genova per esprimergli la loro vicinanza politica. E i big liguri nazionali? Tacciono, sposando la linea neutrale del premier Renzi. Roberta Pinotti lascia ai suoi fedelissimi la scelta di chi appoggiare. Andrea Orlando – che ha rifiutato di scendere in campo – non si sbilancia. I suoi genitori sono stati notati all’iniziativa pubblica spezzina in favore di Cofferati. Ma lo sanno anche le pietre. Fra il Guardasigilli e Paita non è mai corso buon sangue.