Una rete di consulenze professionali, dal commercialista all’avvocato, che aiuta a conciliare lavoro e famiglia, senza rinunce. È quello che può succedere grazie a Network Mamas, una start up fondata nel 2008 da Cristina Interliggi, Marco Fantozzi e Matteo De Simone. “Ero web designer con contratto a tempo indeterminato –racconta la Interliggi – ma con la crisi sono stata messa in cassa integrazione, poi in mobilità e alla fine sono rimasta a casa. All’inizio ne ho approfittato per laurearmi, poi è arrivata la mia prima figlia Viola. Volevo tornare a lavorare, ma la situazione generale era peggiorata”. Cristina ce la mette tutta. Manda curriculum, fa colloqui, ma quando dice di avere una bambina sono gli altri a decidere per lei e la risposta alla fine è sempre un secco “no, non ci interessa”, motivato più dal suo status di mamma che dalle competenze.

Nel 2012 arriva anche una seconda figlia, Flora. “Ho capito che per continuare a lavorare dovevo avere un’idea –spiega Cristina- Ho pensato a una piattaforma che potesse offrire le consulenze di mamme con diverse professionalità, che spaziavano dall’ambito legale, a quello creativo, fino all’insegnamento. Chiunque avrebbe potuto accedere come cliente, ma le consulenti dovevano essere solo madri con figli dagli 0 ai 6 anni. Tutto sarebbe stato fatto con la modalità del telelavoro”.

Il progetto viene presentato a un panel di mamme blogger e piace subito. Nel maggio 2013, proprio nel giorno della Festa della Mamma, comincia il crowdfunding per realizzare l’iniziativa e per trovare sia i primi clienti, che le prime consulenti. È una scommessa, ma Cristina riesce a vincerla. Alla fine dell’anno Network Mamas prende vita. Nell’aprile del 2014 la start up viene inserita nell’incubatore di Digital Magics e diventa ancora più grande. “Abbiamo cominciato ad avere tantissime richieste, soprattutto per questioni legali e per le commercialiste”, ricorda con soddisfazione la mamma-imprenditrice.

Sulla piattaforma Network Mamas si trova davvero di tutto, comprese le lezioni di inglese, di styling, i corsi di cucina, di trucco o ancora i suggerimenti per imparare a riordinare al meglio stanze e armadi. Le consulenze vengono erogate tramite un sistema di videochiamate simile a Skype, ma creato ad hoc. Ci si connette al sito e si cerca quello di cui si ha bisogno. I prezzi sono concorrenziali e si parte da una tariffa minima di 19 euro. Le mamme hanno a disposizione dei buoni sconto e possono scegliere di dare anche qualche servizio gratuito per far conoscere il sistema. Il costo medio di una consulenza si aggira intorno ai 50 euro.

“La nostra start up in Italia è stata una piccola rivoluzione. Progetti simili non sono molto diffusi- spiega Cristina Interliggi– da noi mancano ancora la cultura del telelavoro strutturato e l’abitudine a chiedere delle consulenze online. Invece sono un ottimo modo per conciliare qualità e velocità, quando non si ha il tempo materiale per andare da un professionista. Ci sono tantissime mamme lavoratrici in gamba, ma non sempre hanno a disposizione gli strumenti giusti per valorizzarsi. A tutte forniamo i mezzi necessari per costruire e accrescere la propria clientela: un sistema per la gestione del cliente e lo scambio dei file, dei contratti semplici e chiari e una modalità sicura per incassare il pagamento”.

A Network Mamas si rivolgono le donne che hanno perso il lavoro quando sono rimaste incinte, ma anche quelle che non lo hanno più ritrovato dopo la maternità. “A tante manca semplicemente la possibilità di conciliare lavoro e famiglia perché non hanno i genitori disponibili, una rete di aiuti e nemmeno un asilo nido pubblico vicino –conclude Interliggi- Purtroppo, sono in molte a trovarsi in queste condizioni. Per questo decidono di mettersi in proprio e contattarci. In Italia ci vorrebbe davvero un cambio di pensiero sulle questioni legate a maternità e lavoro”.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

The Sisterhood, il percorso di fede di cinque ventenni diventa un reality in tv

next
Articolo Successivo

‘Più sesso per uomini che non fanno lavori di casa’. Ma non vale per i giovani

next