“Maestro, quale è stata la più grande bugia di Matteo Renzi? Troppe. Difficile scegliere”. Inizia così il pourparler con Giorgio Forattini che stringe in mano la sua ultima creatura “C’era una volta un pezzo di legno…” (Mondadori), dove in copertina c’è Napolitano – Mastro Geppetto che crea da un pezzo di legno Pinocchio-Renzi. I pezzi di legno sono tanti in Italia? “Moltissimi e – dice Forattini – tutti già scolpiti da tempo su un legno di pessima qualità. Renzi, invece, è un fico nel senso del legno”. Chi vedrebbe nel ruolo del Gatto e della Volpe. “Bersani è il Gatto, D’Alema è la Volpe“. Come nasce una battuta? “Rendendo ridicolo il fumoso linguaggio dei pezzi di legno”. Disegna ancora a matita e poi trasferisce al computer? “Non uso il computer, solo la matita anche per il colore”. Ogni volta che esce un libro di Forattini è un evento. I titoli – da ‘Napoleonitano’ a ‘Papatrac’ – entrano nel lessico comune. “Cerco sempre dei titoli per i miei libri – spiega – rifacendomi ai più famosi testi della letteratura”.

C’è una prima londinese che non sbraita come quella meneghina. È più sobria, con meno ‘Valerie Marini’ nel foyer agghindate come alberi di natale, e più d’intelletto chic. Welcome al Barbarican Center per l’attesissima “Conducting Competition” per aspiranti direttori d’orchestra. I tre finalisti accompagnati dalla London Simphony Orchestra sulle note di Beethoven e di Stravinsky si sono esibiti davanti a un parterre formato (in ordine di lignaggio) da Sua Altezza Reale il Principe Carlo, il Principe di Kent e tutta la nobiltà british. Tra i filantropi musicali nostrani, Guido Branca, Sandra Carraro, Antonio e Valeria Martusciello e Maria Benelli. Per il dopo teatro, Donatella Flick (moglie separata di Muck, erede Mercedes, madrina dell’evento), ha aperto casa: la sontuosa residenza appartenuta a Winston Churchill, per uno spaghetto sciuè sciuè.

Un Natale da cane. Ma non quello che si può immaginare a causa della crisi che azzanna il collo. È l’evento dall’anfitriona d’ordinanza Laura Morino, seconda tappa del “Dog Gala Dinner“, con cani addobbati come le loro padroncine, tracimanti di décolleté e abbaglianti di gioielli, qualche collo di pelliccia in nuance con il pelo dell’adorato fido. Allestito anche un set fotografico per la coppia cani-umani. Sotto i flash abbaiano più le ‘sciure’. Risotto con fave tostate al cacao, cappuccino di tartufo, salsicce e mini hamburger per i quattro zampe. Bollicine brindanti e mini panettoni. A un cagnolino scappa la pipì. La fa in un angolo, la signora fa finta di niente e ci butta sopra un flûte di champagne. Impeccabile la padrona di casa Daniela Bertazzoni che al Caruso del Grand Hotel et de Milan ha offerto un banchetto croccante gourmet natalizio per presentare l’agenda 2015 “Dogue” e “Gattopolitan”. Ebbene sì, anche i cani hanno il loro carnet d’impegni: veterinario, bagnetto, palestra, ecc. Il ricavato va alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane Sezione di Milano. E a Natale ci sente tutti più buoni con Fido che brilla come una palla di Natale.

L’editoria è agonizzante. Ma se per caso vi chiedeste dove finiscono i giornali, date un’occhiata alla stupefacente installazione di Marisa Albanese a Villa Pignatelli composta da migliaia di quotidiani impilati. L’architetto Giorgio Nocerino, immortalato da Giuseppe Pimmental Fonseca: “Sono in overdose di carta stampata”.
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