Un sms alla sorella: “La uccido, poi uccido me stesso”. Così il 37enne Alessio Loddo ha annunciato ciò che avrebbe fatto pochi minuti dopo: prima ha inferto quattro coltellate mortali alla moglie, Gisella Mazzoni, sua coetanea. Poi ha afferrato il figlioletto di un anno e si è lanciato nel vuoto con lui da un balcone del terzo piano del palazzo dove abitava. Sono morti sul colpo sia lui che il bambino, Francesco. È successo nei pressi della stazione di Rapallo, in provincia di Genova, nel pomeriggio di mercoledì 10 dicembre. I corpi di padre e figlio sono stati trovati in via Lamarmora da un commerciante della zona che ha sentito il tonfo e ha subito chiamato i soccorsi, che hanno solo potuto constatare il decesso.

Sul posto sono arrivati subito dopo polizia e i carabinieri della stazione di Santa Margherita ligure che, dopo aver visto i due cadaveri, sono saliti nell’appartamento della coppia e hanno trovato il corpo della donna in mezzo a un lago di sangue. Sulla porta dell’abitazione, sfondata dagli agenti, c’era un biglietto con scritto “non suonate”. Loddo, poco prima delle 17, aveva inviato alla sorella l’sms in cui annunciava ciò che avrebbe fatto pochi minuti dopo.

La coppia si stava separando, malgrado vivesse ancora sotto lo stesso tetto e la lite che ha scatenato la furia del 37enne era l’ennesima in un periodo burrascoso per la famiglia. “Era una coppia che litigava tanto”, hanno raccontato i volontari della Croce Bianca di Rapallo, che proprio al primo piano della palazzina dove abitavano Alessio e Gisella gestiscono una casa-rifugio per le famiglie in difficoltà. I due erano sposati da un paio d’anni ma la donna, da quanto hanno riferito i vicini, provava da tempo ad allontanarlo da casa.

Loddo, secondo quanto riferito da un amico di Gisella, era già stato denunciato in passato per violenze, anche nei confronti di altre donne. La coppia non aveva problemi di soldi: il marito era un libero professionista, la donna una casalinga. Entrambi venivano aiutati economicamente dalle loro famiglie.