C’è anche il nome del presidente della Cna di Reggio Emilia Nunzio Dallari nell’inchiesta Octopus che a giugno portò 12 persone agli arresti, tra cui personaggi molto noti nella città emiliana, per un totale di 41 indagati accusati di associazione a delinquere per frode fiscale, riciclaggio e truffa ai danni dello Stato. Dagli interrogatori e dalle indagini dell’inchiesta, affidata al pm Valentina Savi, stanno emergendo le responsabilità di altri soggetti che prendevano parte al sistema collaudato per frodare il fisco grazie all’emissione di fatture false a fronte di prestazioni inesistenti. Dallari è finito nel registro degli indagati con l’accusa di evasione fiscale per i rapporti tra la sua azienda che opera nel settore trasporti, la Dallari Srl di Basio, e il giornalista tv Marco Gibertini (che dai domiciliari è tornato in stato di libertà) .

Secondo la Gazzetta di Reggio sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono finite le fatture relative agli anni 2009, 2010 e 2011 che la società del conduttore tv, la Gibertini Comunicazioni, ha emesso a favore della ditta di cui Dallari è titolare. Le fatture riguardano la pubblicità riservata all’azienda durante la trasmissione di intrattenimento “Poke Balle” che Gibertini conduceva su Telereggio. In cambio dei soldi, il numero uno di Cna avrebbe avuto visibilità per la sua azienda nel corso delle puntate del programma in diretta. Ma secondo gli inquirenti, l’ammontare delle fatture non corrisponderebbe alle operazioni, spesso inesistenti, e sarebbe comunque eccessivo per il servizio. Da qui l’ipotesi che le fatture fossero in realtà uno stratagemma, già collaudato con altre imprese coinvolte nell’inchiesta, per evadere le imposte sui redditi, un modus operandi portato avanti da Dallari grazie alla complicità di Gibertini.

Il coinvolgimento di Dallari nella vicenda è un altro duro colpo per la Cna, che annovera molti dei suoi esponenti tra gli indagati di Octopus. Tra questi Mirco Salsi, ex titolare della Reggiana Gourmet, che per molto tempo nella Confederazione ha ricoperto il ruolo di vicepresidente, e Patrizia Montanari, moglie dell’ex presidente della Cna Tristano Mussini (che non è indagato) e legale rappresentante della ditta Cop Asfalti, che si era accordata con Gibertini per ottenere fatture false. Con loro nel blitz dello scorso giugno finì ai domiciliari anche Andrea Rossi, funzionario della Cna di Bagnolo, che aveva il compito di individuare le aziende che avevano bisogno di evadere e quindi i prestanome da mettere ai vertici delle società che poi emettevano fatture false.