E’ scontro a distanza tra Italia e Germania su riforme, vincoli di bilancio e rispetto dei parametri europei. A due giorni dal declassamento del rating di Roma da parte di Standard&Poor’s, infatti, Angela Merkel in un’intervista a Welt am Sonntag ha detto che l’esecutivo europeo “ha stabilito un calendario in base al quale Francia e Italia dovranno presentare misure supplementari”, perché le riforme adottate finora dai due Paesi sono “insufficienti“. Insomma: se non fosse già chiaro che la legge di Stabilità italiana non è stata promossa, ma solo “rimandata” a marzo, come ha spiegato il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici, la Cancelliera ha tenuto a precisare che la nostra manovra è considerata a rischio di non rispettare il Patto di stabilità e crescita. A poco vale che sia Roma sia Parigi si trovino “nel pieno di un processo di riforme”: i “compiti a casa” fatti finora non bastano. “La Commissione lo ha detto in maniera chiara”, ha sottolineato la leader della Cdu, “e su questo sono d’accordo”.

Le risposte non si sono fatte attendere: il primo a ribattere è stato Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari europei, che in un comunicato ha precisato come non sia compito dei capi di governo “interpretare le opinioni della Commissione europea. Il governo italiano non si è mai permesso di dare pagelle su un Paese membro dell’Unione e chiediamo lo stesso rispetto. Nessuno pensa di bacchettare Berlino o dare lezioni ad altri governi. I tempi e la logica sbagliata dei “compiti a casa” sono dietro di noi”. Poi il contrattacco: la Cancelliera “forse potrebbe concentrare la sua attenzione sulla domanda interna, sulla mancanza di investimenti o sugli squilibri della bilancia dei pagamenti tedesca. Sarebbe un contributo importante che l’Europa aspetta da tempo da parte di Berlino e che sinora non è arrivato. Noi siamo impegnati in un difficile lavoro di riforma nell’interesse dell’Italia, ma con la convinzione che porterà importanti benefici a tutta la zona euro”. In serata, poi, si è fatto sentire anche il sottosegretario Graziano Delrio, che parlando al Tg1 ha espresso concetti molto simili: “Non c’è nessuno che fa i compiti e nessuno che esegue, noi siamo impegnati su moltissime riforme e nel risanamento del debito. Piuttosto è l’eccesso di surplus della Germania crea problemi. Ognuno metta ordine a casa propria prima di giudicare”. “La crescita è timida” proprio “per i vincoli di austerità”, ha rincarato poi Delrio. Che su Twitter ha riassunto così il concetto: “Ognuno guardi nel proprio Paese prima di dare lezioni agli altri #italiagermania“.

Merkel, nell’intervista uscita domenica, ha anche attaccato la politica di Mosca, che “crea difficoltà” a “Moldavia, Georgia ed Ucraina, tre Paesi nostri vicini che hanno firmato in modo sovrano un accordo con l’Unione Europea”. Non solo: “Vediamo che la Russia cerca di mantenere sotto la suadipendenza economica e politica alcuni Paesi a ovest dei Balcani”. A una domanda sulle critiche che le sono state rivolte da tre ex cancellieri, Helmut Kohl, Hemult Schimdt e Gerhard Schroeder, sostenitori di una linea più flessibile nei confronti di Mosca, il capo del governo tedesco ha replicato dicendo di essere “convinta della bontà della risposta comune europea agli atti della Russia. Il fatto che la Russia abbia violato il Trattato di Budapest del 1994 sull’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina non deve restare senza seguito”.