“Quando si mostra un filmato agli studenti, se sono minorenni, va chiesto prima il consenso ai genitori, a meno che non si tratti di un’opera prettamente didattica. Per ora il professore non è in classe. Come scuola stiamo agendo in accordo con la curia. Non posso aggiungere altro in questa fase delicata. E’ stato informato anche l’ufficio scolastico regionale”. Le parole di Alfredo Petitto, preside del liceo Cardano di Milano, non lasciano molto scampo al docente di religione che nei giorni scorsi ha mostrato alle ragazze di una terza classe dello scientifico L’urlo silenzioso, filmato shock girato negli anni Ottanta da un ginecologo anti abortista.

L’originale lezione oltre a non essere piaciuta alla curia di Milano – che ha avviato la procedura di revoca dell’idoneità all’insegnamento della religione – sembra non aver rispettato la prassi prevista. Ora potrebbe rischiare la sospensione dall’incarico. Il capo dell’istituto non ha dubbi, ha esaminato la questione con professionalità: “Vorrei evitare di entrare nel merito del filmato. In una classe si può far vedere qualsiasi tipo di documentario ma se non si tratta di qualcosa prettamente didattico serve l’autorizzazione dei genitori”. La questione forse è proprio questa. Quella mattina il professore, che insegna da otto anni al Cardano era probabilmente convinto che mostrare quelle cruente immagini girate da Bernard Nathanson nel 1984, sarebbe servito alla sua lezione. Non era la prima volta che affrontava il tema dell’interruzione di gravidanza in classe.

Ne aveva già parlato, come capita a qualsiasi altro insegnante di religione. Forse non avrebbe mai immaginato quella reazione ma le scene forti con protagonista un bambino hanno portato le ragazze a reagire. Dall’altro canto quel film usato dai movimenti pro-life negli Stati Uniti aveva sollevato già negli anni Ottanta aspre critiche ed era stato ritenuto da una commissione di medici esperti “disseminato di inaccuratezze, affermazioni false ed esagerazioni scientifiche, mediche e giuridiche”. Gli studenti ne hanno subito parlato con i genitori, che a loro volta si sono mossi con il dirigente della scuola. Immediata la reazione della diocesi che con un comunicato ha cercato di risolvere il caso: “A seguito della segnalazione di alcuni genitori del liceo Cardano di Milano al preside dell’istituto il Servizio insegnamento della religione cattolica della diocesi di Milano ha avviato la procedura di revoca dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica del professor G.N. per il venire meno della necessaria abilità pedagogica, ai sensi del canone 804 comma 2 del Codice di diritto canonico”.

Al di là della nota della curia firmata da don Giambattista Rota, anche Petitto lascia intendere che la scuola si sta muovendo: “Il professore non è più in classe, non posso dire altro. Siamo di fronte ad un comunicato della diocesi ma non è detto che il problema sia ristretto solo questo. Stiamo agendo in pieno accordo. L’interesse della curia e della scuola è tutelare gli studenti ma anche consentire un corretto insegnamento della religione”. Intanto il dirigente ha convocato i genitori e i ragazzi per ascoltare le loro voci.