La Procura antidoping del Coni di Bolzano ha chiesto una squalifica di 4 anni e 3 mesi per Carolina Kostner, nell’ambito delle indagini riguardanti lo scandalo doping che hanno coinvolto l’ex fidanzato, il marciatore Alex Schwazer. La pattinatrice italiana è accusata di essere stata a conoscenza dell’assunzione di sostanze dopanti da parte dell’allora compagno e di averlo coperto. Deferiti anche gli sprinter italiani Simone Collio, Maurizio Checcucci e Roberto Donati, per i quali sono stati chiesti rispettivamente 2 anni e 3 mesi (Collio) e 2 anni e 8 mesi (Checcucci) di squalifica.

La Procura ha anche comunicato, con una nota, di aver deciso di deferire la pattinatrice italiana in seguito agli accertamenti svolti nell’ambito dell’indagine “Olimpia“, che vede coinvolti alcuni atleti, tra cui l’ex fidanzato Schwazer, in una storia di doping. Lo scandalo era iniziato alla vigilia delle Olimpiadi di Londra del 2012, quando il marciatore nato a Vipiteno risultò positivo alla sostanza dopante Epo. Schwazer ha sempre dichiarato di aver fatto tutto da solo e che nessuno sapeva del suo uso di doping per migliorare le prestazioni agonistiche. Per questo, nel 2013 è stato squalificato per 3 anni e 6 mesi.

Le parole dell’atleta altoatesino, però, sono state smentite dagli accertamenti svolti dalla Procura antidoping di Bolzano, che ha scoperto una rete di complicità e coperture che coinvolge nella faccenda medici federali e un ex dirigente della Federazione italiana atletica leggera. Kostner ha raccontato di quando Schwazer dormiva attaccato a una maschera facciale collegata a un macchinario rumoroso che la costringeva a mettere i tappi per le orecchie, ma di non sapere che si trattasse di una tenda ipossica, il cui uso è vietato in Italia dal ministero della Salute, che serve ad abbassare il livello di ossigeno nell’aria. I due ex fidanzati hanno sempre ribadito la completa estraneità della pattinatrice alle vicende di doping che coinvolgono l’ex compagno. Ai magistrati, però, il marciatore ha raccontato che, quando gli ispettori della Wada, World antidoping agency, arrivarono nella loro abitazione di Oberstdorf per effettuare dei controlli sull’atleta italiano, Kostner disse che Schwazer non si trovava in città, mentre in realtà era in casa.