Dentro la sala non è così facile trovare chi si è astenuto. Giusto una o due persone. In pochi poi te lo vengono a dire. Tuttavia il circolo Arci di viale Cavina intitolato al partigiano Fernando Benassi, per chi voglia venire a sondare gli umori della sinistra a Bologna è un posto ideale. E figurarsi, sulla astensione record al 63% registrata domenica 23 novembre alle urne per le regionali tutti hanno qualcosa da dire: “Io ci sono andato a votare, ma domenica mi sono tappato il naso due volte”, spiega un 85enne di San Lazzaro di Savena. “Anni fa coi democristiani facevamo a botte e ora dobbiamo essere noi democristiani? No. Ho votato, ma già da un anno mi sono messo in aspettativa: per la prima volta non ho rifatto la tessera”.

Il malcontento c’è e si sente. Secondo alcuni il voto è un segnale anche al governo di Matteo Renzi: “L’astensione è un segnale di attesa spasmodica che in Italia qualcosa cambi”, spiega un signore al biliardo. Il suo compagno di partita, ex metalmeccanico ora in pensione e attivo nella Cgil, prova a vedere positivo: “E’ chiaro che probabilmente c’è un segnale anche per il governo e le sue riforme. Non è ancora ben chiaro cosa ne verrà fuori. Ma sono sicuro che la gente tornerà a votare”. Il barista del locale è uno tra i pochi ad ammettere che lui a votare non ci è andato neppure stavolta: “Non ne voglio più sentire: destra, centro, sinistra. Ho il mio lavoro e questo mi basta. Cosa ha fatto la politica? Cosa ha fatto Renzi?”. Ma in sala ovviamente ci sono tanti che sono andati a votare e a votare Pd: “Chi non va a votare non capisce niente”, spiega un anziano che racconta di essere stato da ragazzino staffetta partigiana. “I fascisti mi correvano dietro chi non va a votare spreca una conquista di quelle persone che tra il 1943 e il 1945 per darci il voto libero si sono fatte ammazzare”.

Intanto in tutta la regione continua a far discutere l’astensionismo record (il più alto nella storia d’Italia in occasione di elezioni regionali, politiche o europee) registrato in Emilia Romagna. Pierluigi Bersani, originario di Bettola in provincia di Piacenza, ha commentato in una intervista a Radio radicale il dato: “In una regione come quella, il centrosinistra ha sempre avuto il compito di dare un senso alle cose che si fanno e se si perde il senso, cioè un messaggio di coesione a partire da un tema di equità – ha detto l’ex segretario Pd – non si interpreta quella regione lì. Bisogna che riflettiamo perché il segnale è molto forte e in larga parte intenzionale, non pensiamo che la gente si sia distratta, perché lì è un posto dove la gente ragiona e fa quel che ha deciso di fare, magari con le lacrime agli occhi come ho visto io”.

Intanto il Codacons ha annunciato un ricorso alla Corte costituzionale perché annulli le elezioni regionali in Emilia Romagna. Il record negativo di affluenza, secondo l’associazione dei consumatori, potrebbe infatti invalidare il voto degli elettori: “Ricorreremo alla Corte Costituzionale se saranno insediati consigli regionali che costano e non rappresentano nessuno – ha dichiarato il presidente Carlo Rienzi – verrebbe infatti stravolto il principio costituzionale della rappresentatività della comunità se si insediasse un organo espressione solo del 37 % dei cittadini”.