Galeotto fu il titolo del libro dimenticato dalla cliente. Il libraio aiuta la donna distratta, bastano pochi particolari e il volume è subito trovato. Alla fine dopo il ringraziamento della signora, ecco che l’uomo esclama: “Ha visto signora? qui è altro che Amazon”. Detto, fatto. Il signor Giulio Saltarelli della libreria All’Arco di Reggio Emilia si consulta con la titolare e in pochi secondi lancia l’hashtag su Twitter che ha raccolto migliaia e migliaia di retweet, di post su Facebook e di click su Instagram in pochi giorni: #altrocheamazon.

“In un mese quasi una ventina di librerie indipendenti di tutta Italia hanno adottato il mio hashtag”, spiega il libraio al fattoquotidiano.it, “l’idea però non è nata per marcare una differenza o per scagliarci contro Amazon, la sfida sarebbe impari. Vogliamo invece far vedere che siamo due realtà diverse e che, almeno secondo noi, proprio questa differenza ci rende migliori”. La materialità del libro, l’odore della carta che si sfoglia, il contatto fisico con il personale che viene in aiuto, confronta, trova, ecco la differenza tra la grande catena che vende impersonalmente online e le piccole-medie, e storiche, librerie: “Il momento per noi è difficile, non c’è dubbio. La nostra è una provocazione ironica, proprio perché sappiamo come il “nemico” ci sta mettendo in difficoltà”.

Certo gli sconti su Amazon ci sono, ma vuoi mettere “perdere” un’ora tra gli scaffali, magari immergendosi tra le pagine di un romanzo d’amore, tra i ricordi di un taccuino di viaggio: “Nelle librerie come la nostra, oltretutto, vengono pure autori importantissimi a presentare i loro lavori, l’altro giorno c’erano Carofiglio e Zerocalcare. Inevitabile l’esclamazione, apprezzata da molti nostri clienti, #altrocheamazon”. Tra i colleghi di hashtag ci sono la “Libreria Volare” di Pinerolo (TO), la libreria “Il ponte sulla Dora” di Torino, “Alfabeta” di Lugo (RA), Libreria Rinascita di Empoli, Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, Koiné Libreria Internazionale di Sassari, Libreria Rinascita di Sesto Fiorentino (FI), Libreria Giralibri di Argenta (FE), Libreria Trame di Bologna, Libreria Indipendente di Colorno (PR), Libreria LuccaLibri di Lucca.

A queste si è appena aggiunta la storica libreria Galla di Vicenza – nata nel 1880 – e un altro paio di punti vendita toscani. “Dopo questo allargamento tra librerie per sostenere l’iniziativa, ci piacerebbe che l’hashtag si estendesse tra i lettori”, racconta la direttrice della libreria reggiana, Paola Silvi, “il senso è proprio questo: venite in libreria, girate, toccate, guardate, sentite l’atmosfera di questi luoghi”. La Libreria All’Arco è un ex succursale delle librerie Rinascita, rilevata a fine anni ottanta dalla Silvi, dopo esserne stata dipendente. Negli anni si è sempre più allargata, fino a contare 13 dipendenti, grandi stanze con molti titoli anche introvabili, e ospiti prestigiosi come Isabel Allende a Roberto Saviano venuti a presentare i loro libri: “Le piccole librerie hanno bisogno di grandi librai, persone che conoscano tutto quello che succede nel mondo”, continua Silvi, “poi certo la crisi c’è ed è palpabile, un calo fisiologico, a cui si aggiunge il fatto che i distributori investono poco. In fondo l’indice di lettura degli italiani ci piazza penultimi tra gli europei, davanti soltanto alla Grecia. Se il web ci viene in aiuto ne siamo ben felici. La libreria è la miglior cornice in assoluto che si possa fornire all’oggetto libro. Altro che Amazon”.