“Nemmeno la Questura di Milano ha dati certi sui femminicidi commessi in città. Questo dimostra quanto sia complicato fare rete e contrapporre delle politiche efficaci contro la terribile piaga della violenza contro le donne”. A dirlo è la consigliera comunale di Milano, Rosaria Iardino, intervenendo in rappresentanza di Palazzo Marino a Wall of dolls, l’iniziativa nata il 21 giugno scorso col patrocinio del Comune di Milano. Decine e decine di bambole su un muro esterno della Casa dei diritti di via De Amicis, per dare un’immagine plastica della volontà di resistere delle donne. “Ma nemmeno questa creazione – dice l’ideatrice, l’artista e showgirl Jo Squillo – è stata risparmiata da una violenza gratuita: almeno 500 bambole, infatti, sono state rubate e molte altre vandalizzate e deturpate”. “Per fronteggiare questo problema – dice Cinzia Calabrese, avvocato e presidente di Aiaf, l’associazione italiana avvocati di famiglia, in prima linea per difendere i diritti delle donne – mancano risorse, ma soprattutto mancano operatori in grado di dare risposte certe ed efficaci”  di Fabio Abati