“Non è ancora arrivato? E’ in carcere a guardare qual è la cella buona per lui“. Fuori i giornalisti aspettano i politici per una dichiarazione sull’inchiesta spese pazze, e dentro a porte chiuse i politici scherzano come se fossero in un bar. Ci sono le battute sull’allora ministro Corrado Passera: “Profumo di Passera ha detto che taglia i soldi alle Regioni non virtuose” e quelle sull’ex premier Mario Monti: “Scappo a Cuba e piscio sopra la sua foto“. Ci sono le discussioni sul posto dove dormire in carcere: “Magari mi trovo il troione brasiliano. Ci sono anche la Mambro e la Franzoni”. Ci sono l’amarezza e la preoccupazione, ma anche le provocazioni di una casta che quando si spengono i riflettori si lascia andare ai commenti. E il filo conduttore è soprattutto uno: che fine faremo? Da qui le battute, sulla vita in carcere come sull’ipotesi – scherzosa, si presume – di fuga. Nelle 200 pagine sulle conversazioni dei capigruppi finite agli atti dell’inchiesta c’è anche una parte in cui i consiglieri non parlano propriamente di interventi politici, ma in attesa che arrivino tutti i colleghi per iniziare la riunione si lasciano andare alle battute.

E’ il primo ottobre 2012, da pochi giorni i consiglieri sanno dell’inchiesta della Procura di Bologna sui rimborsi spese. E si trovano per cercare una soluzione. In attesa di dare il via all’incontro, i politici scherzano sulla situazione e si provocano. La conversazione è stata registrata di nascosto dall’ex consigliere M5s Andrea Defranceschi ed è finita agli atti dell’inchiesta. Si tratta di una seconda riunione, dopo quella del 26 settembre, che dovrebbe servire per trovare un accordo su un testo da portare nell’aula del consiglio regionale per una nuova legge sui rimborsi. Alla riunione partecipano Defranceschi, Marco Monari capogruppo del Partito democratico, Roberto Sconciaforni della Federazione della Sinistra, Liana Barbati dell’Italia dei valori, Gian Guido Naldi capogruppo di Sinistra ecologia e libertà, il capogruppo ora deceduto della Lega Nord, Luigi Giuseppe Villani del Pdl. L’atmosfera è rilassata. Tra i bersagli ci sono anche l’allora presidente del Consiglio Mario Monti e l’ex ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Il primo sarà autore pochi giorni dopo di un decreto per tagliare le spese delle Regioni (tra cui i vitalizi). L’altro invece ha minacciato in pubblico di commissariare gli enti non virtuosi. Ancora una volta il protagonista è il capogruppo Pd Marco Monari. Dopo la rivelazione del contenuto delle registrazioni, oltre ad autosospendersi dal partito, ha chiesto scusa ai giornalisti.

Le battute sul carcere: “Stanno guardando quali sono le celle buone”

Il dialogo, che ilfattoquotidiano.it ha potuto leggere, comincia tra le battute. I consiglieri stanno aspettando gli assenti per dare il via alla riunione e scherzano sul fatto che qualcuno di loro possa finire in carcere per l’inchiesta. E’ il capogruppo Pd Marco Monari a parlare, forse riferendosi a qualche suo collega e immaginandolo in galera: “….è alla Dozza (il penitenziario di Bologna, ndr) sta guardando qual è la cella buona per… si mette con due tunisini…  risate …con un cazzo in mano …(parole incomprensibili)…”.

Ma di carcere si scherza anche in un altro punto della conversazione. Monari dice: “Ha fatto il giro delle celle!” Defranceschi poi aggiunge: “Ha detto questo è per Monari”. Poi Monari: “Monari è scocciatore”. Dopo alcune frasi interviene la capogruppo Idv, Liana Barbati: “…potrebbe capitarvi qualche avventura pericolosa, a me al massimo mi trovo con il troione brasiliano e magari mi diverto pure”. Poi uno dei presenti fa riferimento a Francesca Mambro, la donna condannata assieme a Valerio Fioravanti per la strage del 2 agosto: “C’è anche la Mambro in giro!”. E Monari ribatte facendo riferimento ad Anna Maria Franzoni che sta scontando la condanna a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele: “C’è la Franzoni eh, occhio… Se la Franzoni ti dice, che bella bambina”.

“Potrebbe essere il tuo ultimo rimborso, puoi fare quel cazzo che vuoi”

Il capogruppo Pd poi scherza su una sua fuga in aereo dall’Italia verso Cuba: “Potrebbe essere il tuo ultimo rimborso, puoi fare quel cazzo che vuoi”, gli dice Defranceschi. “No, non chiedo mica il rimborso… non mi faccio più vedere però”, ribatte Monari. “Ma c’è l’estradizione a Cuba? Hai studiato?”, chiede ancora l’allora capogruppo M5s. “Da Cuba no”. “E ti dichiari giustamente comunista perseguitato… Ti salvano”, interviene Naldi. “Ce l’avrai da qualche parte, vecchio comunista, la maglietta con la foto di Fidel”, gli chiede scherzosamente Liana Barbati. “Tatuata nel cuore”, scherza Monari (che viene dalla Margherita e non è mai stato comunista). “Appena arrivo all’aeroporto però piscio sulla foto di Monti”, conclude il capogruppo Pd. E poi riferendosi all’allora ministro del governo di Mario Monti, Corrado Passera, è di nuovo Monari a fare le sue battute: “Ho visto che Profumo di Passera dice commissariare le Regioni non  virtuose”. E a chi gli chiede chi stabilisce la virtù delle regioni, Monari risponde: “Lui!”.

“Appena arrivo a Cuba piscio sulla foto di Monti”

Il politico del Partito democratico a inizio riunione torna a parlare ancora dei giornalisti che da alcuni giorni sono fissi nel palazzo della Regione per chiedere commenti sull’inchiesta e aspettare sviluppi. “Oh comunque c’è un livello di accanimento veramente bestiale. Io stamattina sono arrivato giù alle sette e mezza e c’era Velonà (cronista del Corriere di Bologna, ndr), perché io lo riconosco, con un altro che non so chi sia… due tre fotografi”. Gian Guido Naldi, capogruppo di Sel, spiega che probabilmente tutti aspettano l’arrivo della Guardia di finanza, che in quei giorni fa spesso visita ai palazzi di viale Aldo Moro. “…aspettano la finanza – gli fa eco Monari – e quando arrivi lì hai chiuso eh! Cioè è già fatta. C’è già un giudizio politico sulla vicenda”.

“Report, con quella troia della Gabanelli”

Ma il parere sui giornalisti torna, da parte di Monari, mentre si discute del più e del meno con i colleghi. Il tono è scherzoso: “Io cercavo di guardare la Domenica sportiva, ma mia moglie diceva: ‘No guardiamo’…”, racconta l’allora capogruppo Pd non sapendo di essere registrato. A questo punto si sente la voce di Defranceschi: “Come, invece di guardare Report?”. E Monari gli risponde: “Report, con quella troia della Gabanelli! Appena la vedo mi viene l’orchite. No io volevo vedere Gilardino, ma mica me l’hanno fatto vedere”.

“La Procura ci guarda”

Durante la riunione del 1 ottobre, più breve di quella del 26 settembre, si parla di come il testo arriverà e andrà discusso in aula. Obiettivo è quello di trovare una via d’uscita che possa permettere di risollevare il clima e superare lo scandalo delle spese pazze in Regione. Monari dice ai colleghi: “Secondo me , visto che c’è la procura della Repubblica che guarda l’aula, sarebbe opportuno evitare di fare i cretini anche in aula. Però se vogliamo dare spettacolo…”.

“Il caffé? Se lo paghiamo con i nostri soldi meglio diminuire il costo”

Ed è a questo punto, tra le parti della conversazione registrata che ilfatto.it ha potuto leggere, che comincia una discussione sulle singole spese. E proprio il consigliere Pd, parlando delle buvette della Regione, commentando con i colleghi un articolo di giornale che parlava in quei giorni dei rimborsi usati anche per il caffé dei consiglieri commenta: “Se lo paghiamo con i nostri soldi conviene diminuire (il costo)…”