Nei giorni in cui il mondo guarda allo spazio per seguire l’impresa della missione Rosetta, sbarcata per la prima volta nella storia su una cometa con il lander Philae, sembrano tornare d’attualità scenari da “Star Wars”, tipici della Guerra Fredda. Da maggio vaga nello spazio un misterioso oggetto volante. Non si tratta di uno strambo Ufo: è stato identificato e attribuito alla Russia. Ma questo è tutto quello che si sa. Catalogato inizialmente come detrito spaziale dopo il lancio, nel maggio scorso, di un razzo russo per mandare in orbita tre satelliti per le telecomunicazioni, ha invece iniziato a muoversi, secondo quanto scrive il Financial Times, avvicinandosi ad altre installazioni spaziali russe. E ha, così, attirato su di sé la curiosità, e le preoccupazioni, delle principali agenzie spaziali occidentali.

Suscitano interesse, soprattutto, il fatto che la Russia non ne abbia dichiarato ufficialmente l’esistenza, e le caratteristiche stesse dell’oggetto, in particolare la precisione con cui si muove nel cielo. Battezzato “Object 2014-28E”, secondo alcuni esperti interpellati dal Financial Times, potrebbe trattarsi di un cosiddetto satellite killer. “Qualsiasi cosa sia, sembra abbia funzioni sperimentali – afferma Patricia Lewis, esperta di sicurezza spaziale del think-tank Chatham House -. Potrebbe essere, ad esempio, un sistema di agganciamento, o forse un meccanismo per sparare ad altri satelliti, per lanciare cyber attacchi oppure oscurare il segnale con dispositivi jamming”.

La Cina ha dimostrato nel 2007 di essere in grado di abbattere un satellite con un missile, seguita a ruota dagli Usa un anno dopo. Dal canto suo la Russia ha sospeso, almeno ufficialmente, il suo programma sui satelliti killer, all’indomani della fine della Guerra Fredda. Tuttavia, nel 2010 l’allora comandante della forze spaziali, Oleg Ostapenko, che oggi è a capo dell’agenzia spaziale russa, aveva accennato a una possibile ripresa del programma.

Per questo, si sta cercando di monitorare con particolare attenzione il movimento del misterioso oggetto celeste – classificato dal Norad, il Comando per la difesa aerospaziale Usa, con la sigla “39765” -, per capire di cosa si tratti esattamente. Se abbia, ad esempio, applicazioni militari, oppure civili come sistema sperimentale per eliminare la cosiddetta spazzatura spaziale, pericolosa per altri satelliti. “Sarebbe strano se lo spazio dovesse rimanere l’unica area su cui i militari non mettono le mani”, commenta Lewis.

I cyber attacchi contro i satelliti stanno diventando sempre più frequenti. L’ultimo, alcuni giorni fa, opera di hacker collegati al Governo cinese, che sono riusciti a infiltrare alcuni satelliti meteo Usa. È di alcune settimane fa, inoltre, la notizia, non confermata ufficialmente, del presunto rientro a Terra del misterioso shuttle senza equipaggio del Pentagono, X-37B, dopo due anni di missione segreta in orbita. La terza in ordine di tempo, la più lunga. Scenari da “guerre stellari”, che il deterioramento dei rapporti tra la Federazione russa e l’Occidente, a causa della crisi ucraina, non aiutano ad allontanare.