“Auspico che si vada a votare il prima possibile. Sarebbe meraviglioso eleggere chi si vuole nel Parlamento con le preferenze, ma dovrebbe essere così anche per il Presidente della Repubblica. E’ una figura che deve garantire i politici, e non mi va che lo eleggano i politici”. E’ l’ultimo guanto di sfida lanciato da Diego Della Valle a Matteo Renzi. “Altri due anni così, e il Paese muore. Bisogna votare il prima possibile – ha ribadito il concetto – so che in parlamento c’è qualcuno che sentendo questo salta sulla sedia perchè vorrebbe restare fino alla fine” sottolinea il patron di Tod’s aggiungendo che “in quel marasma ci sono anche persone in gamba, ma sono sommersi da quelli che hanno capito che per loro è l’ultima occasione per stare su quella sedia”.

Il patron della Tod’s ha poi rinnovato le provocazioni nei confronti del gruppo Fiat. In particolare l’imprenditore marchigiano ha detto che la quotazione in Borsa di Ferrari servirà “per salvare il grande bidone che è Fiat. Se Ferrari fosse stata sul mercato, l’uscita di Montezemolo sarebbe stata un errore incredibile”. Per altro, il “modo in cui è stato cacciato è vergognoso e il motivo è evidente: Ferrari ha salvato il grande bidone, un incrocio tra Fiat e altra roba”, ha aggiunto Della Valle. “Quotare Ferrari significa depauperare l’azienda. Quando sarà quotata in Borsa per cifre enormi servirà per ripianare i debiti e magari anche per fare macchine… Prima o poi ne farà una Sergio, no? Il resto se lo prendono gli azionisti”, ha ironizzato. “Nessuno ha sentito gridare allo scandalo sulla assegnazione delle azioni di Ferrari agli azionisti. Se anche se la procedura fosse lecita, e io andrei a controllare, eticamente non lo è. Se vogliamo che l’Italia cambi dobbiamo avere il coraggio di dire quanto male queste famiglie hanno fatto al Paese”.

Infine il cruccio Corriere della Sera. “E’ un investimento tutto sbagliato da parte mia e pensavo di poter portare la voce dell’impresa dove non c’era, nel posto dei poteri forti, che erano quasi tutti mummificati e autoreferenziali. In realtà non sono riuscito a toccar palla.  Un mondo autoreferenziale, che si è sempre inciuciato da solo. Se vogliamo che l’Italia cambi non devono più esserci scorie in giro”.

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