Dopo la “bocciatura” del bilancio 2013 da parte della Corte dei Conti, ma soprattutto in pieno conflitto tra Stato e Regioni sui tagli previsti dalla legge di Stabilità, il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino vara una stangata fiscale che l’anno prossimo porterà nelle casse dell’ente un gettito aggiuntivo di almeno 100 milioni di euro. La giunta di centrosinistra ha deciso infatti di imporre robusti aumenti delle imposte ai contribuenti con i redditi più alti, di aumentare del 10% il bollo sulle auto di potenza superiore ai 100 kilowatt e di ritoccare pure il prezzo del “bollino blu” degli impianti termici e, per le centrali idroelettriche, il canone per l’uso dell’acqua pubblica.

A toccare nel vivo il portafogli dei cittadini è naturalmente soprattutto l’aumento dell’addizionale Irpef: i piemontesi con redditi oltre i 55mila euro si vedranno applicare l’aliquota massima prevista dal federalismo fiscale, pari al 3,32% per chi guadagna fino a 75mila euro e al 3,33% per chi arriva a 100mila. Un aggravio dell’1%, visto che le aliquote attuali sono, rispettivamente, al 2,32 e 2,33%. Più morbido l’impatto sugli stipendi medi, tra 28mila e 40mila euro, che vedono l’aliquota passare dal 2,31 al 2,75%. Risparmiati, invece, i contribuenti che guadagnano meno: l’Irpef resterà invariata per chi riceve una busta paga fino a 28mila euro annui. 

Ad annunciare i provvedimenti, che passano ora all’esame del Consiglio regionale per il via libera definitivo, è stato lo stesso Chiamparino insieme all’assessore al Bilancio, Aldo Reschigna, secondo il quale “la rimodulazione dell’addizionale Irpef è stata fissata sulla base di una scelta politica di fondo, non toccare i primi due scaglioni e attenuare l’incremento sul terzo così da non gravare troppo sul ceto medio”. “La responsabilità di guidare la Regione fuori dalle difficoltà è di tutti, siamo disposti al confronto e a proposte alternative a condizione che producano gli stessi risultati, ma è necessario che i provvedimenti vengano approvati entro il 31 dicembre prossimo anche per poter avere la forza di avviare una trattativa seria con il governo”, ha detto il governatore. Sostenendo però che si tratta di provvedimenti “al netto della manovra della legge di Stabilita”. Come dire che la stangata basta solo per rimettere in carreggiata i conti gravati da un deficit di 2,5 miliardi, accumulato durante la gestione di Roberto Cota. Ma, se lo sforzo richiesto agli enti locali nell’ambito della manovra del governo resta immutato, potrebbe non finire qui.

Chiamparino: “Chi ha proposte alternative che possano produrre gli stessi risultati si faccia avanti”

L’aumento dell’Irpef porterà nelle casse regionali, secondo le stime, un gettito di 73 milioni, e la Regione sta valutando l’ipotesi di destinarne 6-7 all’aumento delle detrazioni a carico delle famiglie numerose. “Se questo non sarà possibile – ha spiegato Reschigna – utilizzeremo quelle risorse per ulteriori detrazioni a vantaggio del ceto medio”. Il contributo sugli impianti termici, già in vigore in tutte le altre regioni, sarà invece definito successivamente, mentre il gettito stimato dall’aumento del canone annuo per l’uso di acqua pubblica a fini energetici per i grandi produttori di energia idroelettrica è tra gli 8 e i 10 milioni. “Con questi provvedimenti e con la richiesta al governo di ottenere per due anni, il 2015 e il 2016, il pagamento dei soli interessi sui mutui, posticipando invece le quote di capitale – ha concluso Reschigna – potremo avere le risorse per finanziare le politiche sociali, il diritto allo studio e lo sviluppo economico”.

Al tempo stesso, però, la regione mette in campo anche la sua spending review. Entro il 2015 la gestione della cassa delle aziende sanitarie piemontesi, tranne gli stipendi del personale, sarà affidata a Finpiemonte, in modo da avere un costante monitoraggio dell’andamento della spesa. Inoltre per gli anni 2015 e 2016 la Regione, le aziende sanitarie per quanto riguarda i ruoli amministrativi, le agenzie regionali, gli enti strumentali ed ausiliari potranno dichiarare eccedenze di personale da collocare a riposo secondo le norme ‘pre riforma Fornero’. Ed entro l’anno prossimo Finpiemonte sarà integrata con Finpiemonte Partecipazioni con l’obiettivo di razionalizzare le società partecipate, che in alcuni casi saranno accorpate, in altri collocate sul mercato, in altri ancora chiuse.

L’Agenzia per la mobilità metropolitana diventerà Agenzia della mobilità piemontese e si occuperà delle gare per il trasporto ferroviario e di quelle per il trasporto su autobus. Infine, le strutture dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) saranno riorganizzate in massimo quattro articolazioni territoriali e non più su base provinciale, sempre per ridurre la spesa. Saranno aboliti l’Agenzia per le adozioni internazionali, con passaggio delle funzioni direttamente alla Regione, e il Consorzio obbligatorio per lo smaltimento delle carcasse animali.