“Non sono uno che trema davanti ai primi ministri”. Poi Jean Claude Juncker ha aggiunto anche che “apprezza molto Matteo Renzi“, ma il messaggio è chiaro. Dopo le polemiche delle scorse ore, il presidente della Commissione europea non fa passi indietro. “Ho la ferma intenzione”, ha detto nella conferenza stampa al termine della prima riunione del nuovo collegio dei commissari, “di reagire con energia alle critiche ingiustificate da qualunque parte vengano”. Continua il botta e risposta tra Bruxelles e Roma, tra il politico lussemburghese e il leader del Partito democratico. “Io non sono il capo di una banda di burocrati”, aveva detto il primo. “Io non vado in Europa a farmi dire che cosa fare”, gli aveva ribattuto il premier. Ma a quanto pare era solo la prima di una lunga serie di puntate.

“Non sono disposto”, ha detto Juncker, “ad accettare critiche ingiustificate. Non ci sarà più nessun attacco alla Commissione senza che questa reagisca. Cerchiamo di non sabotare la Commissione prima che inizi a lavorare. Non ho problemi con Matteo Renzi, che apprezzo molto, né con il premier inglese Cameron, casomai è quest’ultimo che ha problemi con gli altri premier. Negli ultimi giorni la Commissione europea è stata descritta in un modo che non mi piace. Non siamo burocrati, ma uomini politici”. Una risposta agli attacchi che Juncker ha detto essere stata ampiamente condivisa con gli altri commissari.

E in merito agli investimenti che saranno decisi prossimamente dall’Unione europea ha precisato:”Bisognerà agire urgentemente per il rilancio degli investimenti. Presenteremo il piano da 300 miliardi al vertice di dicembre. Stiamo cercando di chiudere, lo stiamo componendo. È vero, non posso dire dove troveremo il denaro, non posso dire in dettaglio quali saranno le destinazioni dei crediti, ma tutto verrà fatto in modo tale che il Consiglio Ue possa decidere a dicembre. Prima di allora non commenterò le varie linee di finanziamento”.