30 ottobre: Emilio Fede riceve una raccomandata da Mediaset che rescinde unilateralmente il contratto, nonostante il termine naturale del rapporto di lavoro fosse fissato a giugno 2015. E la lettera diventa esecutiva il 31 ottobre. Uno strappo con cui l’ex direttore del Tg4 perde 27mila euro (lordi) al mese di stipendio, la casa a Milano 2, “il pagamento delle bollette di luce, acqua, gas e telefono, i due autisti, la segretaria, l’ufficio”. A riportare la notizia del licenziamento, che questa volta sarebbe definitivo, è La Stampa. E Dagospia aggiunge che il giornalista 83enne il 4 novembre “è finito in ospedale (in codice giallo), e precisamente al San Raffaele di Milano, per un malore. Pare abbia avuto un forte innalzamento di pressione causa stress“.

Ma il diretto interessato smentisce la rottura. “Non ho ricevuto alcuna lettera di licenziamento da Mediaset – ha dichiarato all’Ansa -, almeno fino a questa mattina”. Ma da cosa sarebbe motivata la decisione dell’azienda? Tutta la storia, prosegue ancora il quotidiano torinese, sarebbe legata al presunto ricatto nei confronti dei vertici Mediaset per un falso fotomontaggio a luci rosse con oggetto il direttore generale dell’informazione del gruppo Mauro Crippa. Alcune immagini ritrarrebbero poi un alto dirigente dell’azienda e addirittura il presidente, Fedele Confalonieri e sono comparse il 28 marzo 2012, nel giorno del rocambolesco licenziamento del giornalista, per poi sparire fino a quando non sono riapparse fuori durante una perquisizione a casa di Gaetano Ferri, suo personal trainer. Sulla vicenda la procura di Milano ha aperto un fascicolo: il giornalista è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione mentre Ferri, ex pugile con precedenti, è accusato invece di tentata estorsione ai suoi danni. Ma le vicende giudiziarie che coinvolgono l’ex direttore non finiscono qui: il 13 novembre infatti è prevista la sentenza della Corte d’Appello del processo Ruby, per il quale il giornalista è stato condannato a sette anni in primo grado.

“Ho già chiarito e ripetuto che quella foto appena mi è arrivata tra le mani l’ho immediatamente consegnata a un’autorevole persona del gruppo Mediaset – ha ribadito Fede commentando la notizia del licenziamento – quanto al resto sono solo illazioni: con Mediaset ho un contratto che scade a giugno e al momento per me è valido questo. Quanto alla casa, fa parte appunto di questo contratto, del resto sono stato direttore di Retequattro”. E ha concluso: “Non voglio invece neppure scendere a commentare i particolari sul pagamento di bollette luce, acqua gas e telefono. Li considero al pari di volgari pettegolezzi”.