Un sondaggio online per chiedere agli iscritti del Movimento 5 stelle se Silvana Sciarra è la candidata giusta per la Corte costituzionale. Si vota il 5 e il 6 novembre (fino alle 12) e potrebbe essere uno dei primi passi per superare l’impasse del Parlamento. Da oltre due mesi i partiti non trovano un accordo sui nomi per la Consulta e dopo 20 fumate nere il Pd ha aperto ai 5 stelle proponendo due nomi: Silvana Sciarra in quota Pd e Maria Alessandra Sandulli in quota Forza Italia. Quest’ultima ha deciso di ritirarsi dopo le polemiche dei berlusconiani e per ora in campo è rimasta solo la democratica.

L’accordo proposto da Renzi è quello di avere il supporto dei 5 stelle per far passare il ticket di Palazzo Chigi e in cambio di permettere l’elezione al Csm di Alessio Zaccaria (nome proposto dai grillini). Così dopo la riunione congiunta di martedì 4 novembre, deputati e senatori M5s hanno optato per chiedere il voto online per il momento solo sulla Sciarra. E in alternativa si pensa di votare un nome tra quelli della rosa già votata in passato dalla rete. Una soluzione a metà che però ha creato molte polemiche interne: un fronte sempre più compatto di deputati M5s chiede che si propongano altre personalità ancora senza ricorrere per forza ai nomi offerti dai partiti.

“I nomi proposti per la Corte costituzionale dal M5S”, si legge nel post, “erano: prof. Antonio D’Andrea, avv. Felice Besostri, prof. Franco Modugno, prof.ssa Silvia Niccolai e sono stati offerti a tutte le forze politiche fin dal primo momento, ma non sono stati presi in considerazione dalle altre forze politiche, pertanto, alla luce di ciò, abbiamo preso in considerazione il profilo della professoressa Silvana Sciarra e rilevato che ha i requisiti formali richiesti (a differenza di Violante). Infatti è professore ordinario in materie giuridiche, attualmente in attività presso l’Università degli studi di Firenze. Ha una produzione scientifica rilevantissima, dirige riviste specializzate e nel suo settore è nota a livello internazionale; è sconosciuta alle procure; a differenza di Violante, Bruno, Vitali, Catricalà, Legnini, Fanfani, Balduzzi e Leone, non ha precedenti esperienze politiche: non ha mai fatto parte di un partito o di un Governo; non è mai stata deputato, sindaco, sottosegretario o ministro; non è amica d’infanzia del ministro Maria Elena Boschi o sodale di Cesare Previti; non è mai stata candidata né eletta per alcuna carica politica”.

Intanto i tempi si allungano ancora per un’elezione che avrebbe dovuto avvenire a inizio settembre. Il Codacons ha presentato un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo per la situazione di stallo per la mancata nomina dei componenti mancanti della Corte costituzionale da parte del Parlamento. Alla base del ricorso dell’associazione “la grave irregolarità istituzionale – afferma l’associazione in una nota – insita nel ritardo nell’individuazione dei componenti di nomina parlamentare, che impedisce alla Corte di operare in quell’equilibrio fra le sue diverse componenti voluto dall’art. 135 della Costituzione e che mina l’imparzialità della corte stessa”.