Il Comune, per risparmiare 100mila euro, cambia l’azienda che gestisce il trasporto scolastico. Ma con il nuovo scuolabus i bambini arrivano alla fine della prima ora. Accade in Toscana, a Montignoso (Massa), dove il servizio inaugurato il 3 novembre ha fatto arrivare in aula con almeno 40 minuti di ritardo decine di bambini delle scuole primarie e medie inferiori. La B&B Service, cooperativa di Pietrasanta (in provincia di Lucca) che ha clienti in tutta la Toscana, ma anche a Roma, Torino e Milano, si è aggiudicata il bando di gara indetto dal Comune, sostituendo la Atn, con cui l’amministrazione aveva una collaborazione quasi decennale. Il Comune – a guida Pd – si scusa, ma precisa che se pagassero tutti regolarmente i ritardi non ci sarebbero. Ma secondo i Cinque Stelle il problema è che semplicemente c’è un pulmino in meno.  “E’ importante puntualizzare – fa sapere sul sito del Comune l’assessore alla pubblica istruzione Angela Bertocchi – che la cifra individuata, che comporta un risparmio nelle casse del Comune di circa 100mila euro all’anno, è stata frutto di un attento studio. Tale risparmio consente al Comune di non pesare ulteriormente sulle tasche dei genitori in quanto la tariffa annuale del pulmino è ferma da tempo ed è la più bassa, così come quella della mensa, rispetto ai Comuni limitrofi”.

Un papà: “Mio figlio è arrivato in aula alle 8,40”
Protestano alcuni genitori. “Paghiamo 150 euro all’anno – spiega a ilfattoquotidiano.it Carlo Moretti, papà di un alunno delle elementari – esattamente come l’anno scorso. E non posso tollerare che mio figlio arrivi tutte le mattine con 40 minuti di ritardo. Fino alla scorsa settimana il pulmino lo passava a prendere alle 7,20 e alle 8 lui era in classe. Ieri mattina (lunedì 3, ndr) invece il bimbo è stato recuperato alle 7,45 ed è arrivato a scuola venti alle nove. Stamani con altri venti minuti di ritardo. Un servizio talmente ben organizzato che ieri i bambini sul pulmino indicavano all’autista dove andare a prendere i compagni di scuola”. Il papà ha telefonato alla primaria “Giovanni Sforza” per avere spiegazioni. “Mi hanno risposto che non è di loro competenza, è il Comune che deve occuparsene. Mio figlio fa il tempo pieno. Mi chiedo a che ora lo riporteranno a casa il pomeriggio”.

Un papà: “Un servizio così ben organizzato che i bambini indicavano la strada all’autista”

L’assessore: “Se pagassero tutte le famiglie non ci sarebbero ritardi”
Smorza i toni l’assessore alla pubblica sitruzione Angela Bertocchi: “Si sarà trattato di un bambino che ha aspettato 5 minuti in più in strada. Il primo giorno ci vuole un po’ di pazienza da parte di tutti, ci può essere qualche disguido. La settimana scorsa abbiamo fatto un controllo generale di tutti i bambini che usufruiscono del servizio e abbiamo rilevato che solo un terzo è in regola con il pagamento e di questi abbiamo dato l’elenco alla nuova ditta. Se avessero fatto salire a bordo solo quelli in regola non ci sarebbe stato nessun ritardo. Ma chiaramente non lasciamo a piedi nessuno, prendiamo tutti, porta a porta, nel senso di marcia in modo che i bambini non devono attraversare la strada. Sarà per questo che c’è stato un po’ di ritardo”. Che però non ha coinvolto solo un bambino, se nel pomeriggio di lunedì in Comune, come ammette la stessa Bertocchi, si è tenuta una riunione urgente. “Con i tecnici abbiamo rivisto il piano sulla base delle segnalazioni dei genitori. Ci scusiamo per il disguido e speriamo di arrivare a regime in tempi brevi”.

L’assessore: “Solo un terzo delle famiglie è in regola, ma non lasciamo a piedi nessuno”

M5s: “Fanno la spending review sui bambini”
Secondo il consigliere comunale M5s Paolo Lenzetti, c’era da aspettarselo. “A fronte di un costo che è rimasto uguale per le famiglie, è stato dato un disservizio, perché ora – spiega – c’è un pulmino in meno. Abbiamo chiesto che almeno il risparmio venisse spalmato sulle famiglie, ma non è avvenuto. Vergognoso per un’amministrazione di centrosinistra. Fanno la spending review sui bambini anziché sulla classe politica che ha generato un debito da milioni di euro”. Le soluzioni per risparmiare erano altre, secondo lui, che pure ha un figlio arrivato tardi a scuola. “Le abbiamo proposte. Si potevano evitare tante consulenze, evitare il quinto assessore e fare benissimo con quattro, si potevano pretendere le entrate extra tributarie, come le royalties sulla discarica dell’ex cava Fornace o quelle da Gaia, gestore dell’acquedotto, che deve rispondere di circa un milione di euro dovuti al Comune, o dal gestore del porto canale, la società Victor, che deve al Comune circa 702mila euro, per avere i quali non è stato fatto nessun atto ingiuntivo”.