Un rogo – secondo gli investigatori “certamente doloso” –  ha distrutto la macchina del sindaco di Brindisi Mimmo Consales (Pd) lunedì notte. Poche ore dopo, nel municipio sono stati trovati escrementi e una scritta offensiva. Ma il primo cittadino Consales non intende farsi intimidire. “Grazie per la solidarietà. Io non mollo. Vado avanti. Più forte di prima”. Così su Twitter il sindaco a capo di una giunta di centrosinistra, poco dopo che un incendio distruggesse la sua Ford Cougar nel quartiere Bozzano, vicino alla sua abitazione. Del rogo, iniziato poco prima di mezzanotte, si è accorto lo stesso primo cittadino. Altre vetture parcheggiate accanto alla Ford sono state danneggiate. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri ma i responsabili dell’incendio non sono ancora stati identificati. 

Subito dopo l’incendio, il sindaco è stato ascoltato dai carabinieri che hanno raccolto la sua denuncia. Numerosi i componenti della giunta e della maggioranza che nella notte si sono recati sul posto. Anche dall’opposizione ci sono stati attestati di solidarietà. Il primo quello di Mauro D’Attis, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale: “Le distanze politiche tra noi e Consales sono evidenti e incolmabili – ha detto D’Attis – ma di fronte ad un episodio del genere, se l’origine dovesse essere dolosa, il primo sentimento che esprimiamo è quello di netta condanna ‘senza se e senza ma’. Ovviamente ci aspettiamo che siano individuati presto i responsabili”.

Sulle ragioni del gesto sono in corso indagini. A Brindisi è acceso il dibattito tanto sull’azione della delinquenza locale, quanto sul ruolo che il primo cittadino sta giocando rispetto alla partecipata del Comune, la Brindisi Multiservizi, che conta numerosi lavoratori e sulla quale si sono compiute scelte importanti. Proprio martedì 4 novembre era stato convocato un comitato provinciale focalizzato su ordine e sicurezza che, a questo punto, comprenderà certamente questo atto tra gli episodi sotto esame. Durante il vertice si parlerà anche dell’omicidio avvenuto il 1 novembre di Cosimo Tedesco, 52 anni, fratello di un noto esponente della Sacra Corona Unita. Durante la sparatoria era rimasto ferito anche il figlio 31enne di Tedesco, Luca. Agli arresti Alessandro Coffa, con le accuse di evasione dai domiciliari, omicidio, tentato omicidio e spari in luogo pubblico.

“Evidentemente c’è un fermento negativo nella città di Brindisi che dobbiamo impegnarci tutti a spegnere sul nascere”, è il commento del segretario pugliese del Pd, Michele Emiliano, aggiungendo che “la Puglia detiene il triste primato nazionale nel 2013 per gli atti di intimidazione contro gli amministratori locali”. “Noi abbiamo una Commissione parlamentare che si sta occupando specificatamente delle intimidazioni agli amministratori locali, proprio per cercare di capire quali sono i motivi di queste intimidazioni e trovare anche il responsabile”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso. Una Commissione che lo stesso Grasso ha sottolinea come stia mostrando particolare attenzione ai casi pugliesi.