Ho seguito con grande attenzione e con un certo piacere, il dibattito interno al Movimento 5 Stelle relativamente all’inserimento o meno, all’interno del nostro ordinamento giuridico, delle unioni tra persone dello stesso sesso. Ho seguito con maggiore preoccupazione e decisamente con molto meno piacere, la polemica sulla presunta scomparsa, tra i quesiti, della domanda sull’esclusione delle adozioni di minori esterni alla coppia.

“Sei favorevole all’introduzione nel nostro ordinamento giuridico delle unioni civili fra persone dello stesso sesso?”: era la domanda che compariva on-line e alla quale i membri e gli attivisti del Movimento 5 Stelle erano chiamati a rispondere. Hanno vinto i sì! E a stragrande maggioranza: sui 25.268 iscritti certificati che avevano diritto a votare, 21.360 hanno votato a favore del sul riconoscimento delle unioni gay, mentre 3.908 hanno votato no.

Il risultato personalmente mi soddisfa. Io sono una persona direttamente coinvolta. Con la mia compagna ho deciso di costruire un percorso comune di vita e quindi di costituire una famiglia. Da lesbiche singole, quindi, siamo diventate una coppia, niente affatto riconosciuta, però, dall’attuale ordinamento giuridico. Inoltre, col tempo, è nata una “complicazione”; o meglio, s’è registrata un’evoluzione, che in altri casi (quelli delle unioni eterosessuali) è ritenuta naturale: la volontà di diventare genitori. Con l’ausilio della procreazione medicalmente assistita la mia compagna è divenuta la madre biologica di una bambina, la nostra bambina, per la quale, però, la sottoscritta non ha alcun diritto di fronte alle legge, né tantomeno alcun dovere.

Questa mia “complicazione” potrebbe essere oggi risolta attraverso un’adozione speciale praticata all’interno della nostra coppia: io adotto la figlia biologica della mia compagna e la mia piccolina sarà di tutti e due. Nel mondo anglosassone si chiama “step child adoption” ed è la medesima complicazione che il Movimento 5 stelle sembra oggi avere al suo interno.

Infatti, come riportato dal Corriere della sera e altri organi di stampa, il quesito proposto al popolo grillino sulle unioni civili pare essere stato cambiato mentre la votazione era ancora in corso. “Nel testo originario – riporta il Corsera – apparso all’improvviso sul blog di Beppe Grillo, martedì mattina 21 ottobre, si tiravano in ballo anche le adozioni per i gay. Il quesito era formulato così: ‘Sei favorevole all’introduzione del nostro ordinamento giuridico delle unioni civili tra persone dello stesso sesso (diritti e doveri della coppia equiparati al matrimonio ma con esclusione della possibilità di adottare figli estranei alla coppia)?'”.

Una specificazione, quest’ultima, niente affatto negativa alla luce dell’interpretazione che ne fa la sottoscritta, visto che se si escludono quel tipo di adozioni, d’altro canto quelle che potrebbero riguardare internamente migliaia di coppie omosessuali, di fatto già formate e che in seno portano figli di precedenti matrimoni o frutto di procreazione assistita, sarebbero contemplate. Invece il dibattito sparisce e su questo tema si preferisce non dialogare, in maniera chiara, evidente ed immediata.

Infatti, nella serata del medesimo giorno delle votazioni, viene fatta una precisazione da parte del M5S: “In merito alla consultazione on line sul blog Beppegrillo.it sul tema delle unioni civili, si precisa che il testo tra parentesi, che accompagnava il quesito su cui gli utenti sono chiamati a esprimersi, è stato sostituito con un link ad un post esplicativo del capogruppo al Senato Alberto Airola. Nel post di Airola, che spiega in maniera ancora più dettagliata le implicazioni di questa votazione, compare anche il riferimento alle adozioni”.

Insomma una bella situazione ingarbugliata, che mi trova d’accordo con le critiche espresse da un  altro interno al Movimento 5 Stelle, Cristian Iannuzzi, che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Curioso che la società esterna che certifica i voti abbia permesso di cambiare il quesito, a votazione in corso, eliminando la parte che parlava delle adozioni”.

Perché i grillini non vogliono parlare – ed eventualmente dibattere – con chiarezza sulle adozioni all’interno delle famiglie omogenitoriali? La risposta non può essere un link ad un post di Facebook. È strano quanto in questo Paese su certi temi non si riesca ad avere uno scarto di limpidezza. Paradossalmente l’unico che in questo momento in Italia ha una posizione netta e alquanto progressista è Silvio Berlusconi, che pare approvare le unioni civili e le adozioni interne alle coppie.

Grillini, Democratici, l’ex Cavaliere risulta più avanti di voi. Non vi pare di esservi impantanati in una posizione imbarazzante?