L’ex governatore della Banca Centrale di Cipro, Christodoulos Christodolou, è stato condannato a cinque mesi di carcere. Avrebbe presentato false dichiarazioni al Fisco sui guadagni conseguiti dopo essere andato in pensione in complicità con sua figlia Atena e il suo ex marito Andrew Kizouridi. A seguito del pronunciamento della Corte, il potente banchiere è stato ricoverato all’ospedale generale di Nicosia per forti dolori al petto. Secondo alcune indiscrezioni il vero beneficiario di quei denari sarebbe l’ex numero uno della Laiki Bank, Andreas Vgenopoulos, che il gruppo Marfin Investment ha segnalato in occasione di diverse indagini successive al crack del sistema bancario dell’isola del marzo 2013. In quella circostanza, a causa di prestiti elargiti senza le necessarie cautele e garanzie, Cipro rimase senza contanti e con i bancomat sigillati prima che giungesse un aereo cargo dalla Germania con la liquidità necessaria, all’indomani del via libera al piano di salvataggio della Troika.

La decisione prevede per la sua società, la AC Christodoulou Consultants Ltd, il pagamento di 13.500 euro di multa ma al di là dell’entità della sanzione è un intero sistema a tremare. Secondo fonti giudiziarie gli inquirenti considerano particolarmente grave l’episodio dal momento che si tratta di un personaggio che ha ricoperto in passato incarichi di rilievo: è stato infatti ministro delle Finanze, dell’Interno e appunto governatore della Banca centrale. Le prime parole del giudice Fanì Capetaniou sono proprio in questa direzione: “Ci saremmo ragionevolmente aspettati che quella persona che è stata onorata da molte importanti cariche civili, fosse coerente nel dare un esempio agli altri cittadini”.

Secondo la ricostruzione dei pm, la società Maritime Corp dell’armatore di terza generazione Michael Zolotas (ha venduto più di 75 navi in ​​meno di 15 anni), ha accusato quella di Christodoulou di aver intascato fraudolentemente 1 milione di euro. Nel 2008 Christodoulou ha presentato al dipartimento delle Entrate una dichiarazione dei redditi della società accusata per l’anno fiscale 2007, che fraudolentemente ha omesso di registrare e dichiarare come reddito della società l’importo in questione. Era già stato rilasciato lo scorso maggio dietro il versamento di una cauzione da 5mila euro.

Ma è il possibile intreccio con la Laiki Bank a stimolare l’opinione pubblica. Christodoulou si è sempre professato estraneo ai fatti che gli sono imputati. La Maritime Corp è stata anche attenzionata per via dei contributi che avrebbe versato ai due partiti principali dell’isola, i popolari del Disy e i comunisti dell’Akel. I primi avrebbero ricevuto 500mila euro e l’Akel addirittura un milione e mezzo. E oggi non manca chi arriva addirittura a scommettere che dietro i dieci capi di accusa rivolti a Christodoulou vi siano le reali cause del crollo finanziario dello scorso anno, che ha portato alla distruzione dell’economia cipriota a seguito del prelievo forzoso sui conti correnti.

@FDepalo