Arrestati tre medici dell’ospedale San Carlo di Potenza con l’accusa di omicidio colposo di Elisa Presta, la donna di 71 anni morta il 28 maggio 2013 durante un intervento di cardiochirurgia. Il caso era stato denunciato da ilfattoquotidiano.it (riprendendo quanto pubblicato sul sito Basilicata24) che aveva riportato le intercettazioni in cui Michele Cavone (uno dei tre medici agli arresti) ammetteva i gravi comportamenti suoi e di altri medici, tra cui il primario, durante l’operazione. “Ho lasciato ammazzare deliberatamente una persona… sono responsabile della morte di quella persona… dovrei andare ad autodenunciarmi, però verrei licenziato… il primario ha amicizie, coperture politiche, io no”, sono le parole del chirurgo. Nei giorni scorsi per la stessa vicenda si era dimesso il direttore generale dell’ospedale San Carlo, Gianpiero Maruggi. Il nuovo commissario dell’azienda ospedaliera regionale, Rocco Maglietta, ha disposto l’immediata interruzione delle attività ordinarie del reparto, mentre saranno garantite solo le emergenze.

Tra i tre medici ora ai domiciliari, c’è anche Nicola Marraudino, 54 anni, il primario del reparto di Cardiochirurgia citato nell’intercettazione. Marraudino è anche accusato di aver falsificato il registro operatorio. Gli altri due medici arrestati dalla Squadra mobile di Potenza, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip del capoluogo lucano su richiesta della Procura della Repubblica, sono Michele Cavone, 61 anni, e Matteo Galatti, 46.

Secondo le indagini, dopo aver constatato che era già morta, i tre medici dell’ospedale di Potenza hanno continuato ad operare la donna. Una circostanza emersa durante gli interrogatori di medici e infermieri presenti in sala operatoria durante l’intervento, oltre che dall’acquisizione delle cartelle mediche e dalla perizia medico-legale. Secondo gli investigatori, l’operazione sarebbe andata male e avrebbe causato la morte della donna. Ma i chirurghi avrebbero deciso di proseguire l’intervento, forse per “coprire” eventuali errori commessi durante l’operazione.  Le indagini della Polizia erano cominciate a novembre 2013, in seguito a un esposto anonimo.

Oltre alla sospensione delle attività ordinarie del reparto, il nuovo commissione Rocco Maglietta ha anche affidato l’interim della direzione dell’Unità di Cardiochirurgia al responsabile del Dipartimento dell’Alta specialità del Cuore, Francesco Sisto. “Avevo chiesto un gesto di responsabilità da parte del primario, gesto che non ha avuto la sensibilità di fare – ha detto Maglietta – Nel prendere atto dei provvedimenti giudiziari, non posso quindi che assumere decisioni adeguate alla drammaticità del caso e attivarmi per prendere in tempi rapidi le misure adeguate per una soluzione che garantisca ai cittadini lucani un servizio essenziale, efficiente e sicuro”. Maglietta si è anche impegnato “nel rispetto assoluto dell’operato della magistratura, a prendere in tempi rapidissimi tutti i provvedimenti necessari per chiudere nel migliore dei modi questa vicenda”.