Nel Regno Unito ci sono “troppi pedofili” e le autorità non possono perseguirli tutti. La National Crime Agency britannica – agenzia per la lotta al crimine informatico, alla droga e al traffico di esseri umani diventata pienamente operativa nel 2013 – allarga le braccia e ammette di non poter fare più di tanto per far processare e condannare quei “troppi” abitanti del Regno Unito che abitualmente scaricano materiale pedopornografico su Internet. La notizia, riportata dal sito informativo PressTV, ha gettato un’ombra sulla reale forza della lotta al crimine in Gran Bretagna, proprio in un periodo in cui ex star televisive e dello spettacolo, politici e tante persone comuni vengono processate per reati legati alla pedofilia. L’agenzia ha dato anche un numero e ha usato un aggettivo sconfortante: per la Nca è “irrealistico” perseguire quelle “50mila persone” che hanno visto e condiviso immagini di abusi sui bambini, ha detto un portavoce al network informativo iraniano in lingua inglese. “La nostra responsabilità è focalizzarci sui rischi più grandi e fermare le persone più pericolose”, ha continuato il rappresentante della Nca.

Già nei mesi scorsi, nel Regno Unito, erano arrivati alcuni primi gridi d’allarme, soprattutto dal partito laburista britannico, sull’impossibilità da parte dell’agenzia, soprattutto per mancanza di risorse, di contrastare efficacemente il crimine. Finora, secondo il dato diffuso da PressTV, solo circa 600 arresti per pedofilia sono stati fatti grazie al lavoro della Nca, a fronte di decine di migliaia di fermi per traffico di droga. Il problema della pedofilia, fra l’altro, interessa sempre di più anche il mondo della scuola, il primo luogo dove in genere questi crimini emergono, grazie al lavoro di “monitoraggio” di insegnanti e psicologi. Fra il 2011 e il 2013, le scuole britanniche hanno visto un aumento del 40% di denunce di casi di abusi sui bambini e 2.865 casi hanno avuto risvolti legali.

Keith Bristow, direttore generale della National Crime Agency, si è comunque difeso con un comunicato, dopo che le prime notizie erano già circolate sui mezzi di comunicazione. “Personalmente – ha commentato Bristow – trovo questi comportamenti terribili, allo stesso modo chi lavora con me. Tutto quello che noi vorremmo vedere è un processo a queste persone e siamo determinati a portarne il più possibile in tribunale. Il nostro dovere come ufficiali per il rispetto della legge è fare in modo di focalizzarci sui rischi più forti, lavorare su di essi modo logico e avere come obiettivo, appunto, le situazioni più rischiose”. Insomma, questione di “dare una priorità”, ha poi specificato Bristow, “e la più alta priorità è data ai casi in cui c’è la minaccia alla vita del bambino o un rischio immediato di abuso”. Il comunicato della Nca poi specifica che “questo non vuol dire accettare che gli abusi continuino senza il nostro intervento, infatti siamo attivi anche nella prevenzione e nell’insegnamento, vogliamo che le giovani persone sappiano come proteggersi al meglio”.