Sono 19 i feriti delle forze dell’ordine impegnati a Bologna negli scontri coi collettivi antagonisti avvenuti sabato 18 in due diverse occasioni: in via Castiglione mentre parlava il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco e in piazza Cavour e via Garibaldi nel tentativo di sfondare e raggiungere il presidio di Forza Nuova in piazza San Domenico. Si tratta di sei carabinieri, che hanno prognosi tra 2 e 20 giorni, e 13 poliziotti, che hanno riportato la perforazione del timpano per la quale i medici hanno stimato una prognosi tra i 7 e i 12. Oltre ai sei militari dell’Arma, che hanno riportato contusioni guaribili dai 2 ai 20 giorni, tra i poliziotti sono rimasti contusi in vario modo tre funzionari e dieci agenti dei reparti mobili di Bologna e di Padova. Feriti ci sono stati anche tra i manifestanti, ma non è chiaro né il numero né le prognosi: uno di loro è stato medicato sul posto dal personale di un’ambulanza. Mentre il prefetto Ennio Mario Sodano parla di “sapiente gestione dell’ordine pubblico”, il sindaco Virginio Merola manda un messaggio chiaro ai centri sociali: contestare il governatore di Bankitalia e poi raggiungere il sit-in di Forza Nuova “non ha nulla a che fare con l’antifascismo anzi, ne è la sua negazione: è in atto una grave deriva di sopraffazione e di violenza contro la quale occorre reagire con fermezza e senza indugi”.

Oltre a carabinieri che hanno riportato contusioni guaribili dai 2 ai 20 giorni, tra i poliziotti sono rimasti contusi in vario modo tre funzionari e dieci agenti dei reparti mobili di Bologna e di Padova. Un alto dirigente della questura, colpito da un petardo che gli è esploso sul caschetto, ha riportato un trauma acustico e una sofferenza psicofisica guaribili in 7 giorni. Un altro dirigente colpito da un oggetto allo sterno ha una prognosi di sette giorni, un vicequestore aggiunto guarirà in 10 giorni per la forte contusione alla scapola destra. Tre gli agenti del reparto mobile di Bologna: uno ha subito la perforazione del timpano per lo scoppio di un ordigno rudimentale, danno che potrebbe diventare permanente. Un altro una ferita al labbro, cinque giorni, il terzo, quello che rimanendo a terra svenuto aveva destato allarme, dieci giorni sempre per trauma acustico. Sette i colleghi del reparto mobile di Padova, prognosi comprese tra i sette e i 12 giorni per contusioni di varia natura agli arti e al busto.

E’ ancora difficile capire quanti feriti si sono registrati tra i manifestanti. Sarà peraltro processato per direttissima uno di coloro che ha partecipato agli scontri in via Garibaldi, arrestato dalla polizia con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. “Per l’immediata liberazione di Teo” il collettivo Hobo (tra quelli che ha partecipato alle manifestazioni) organizzerà un “presidio di solidarietà” lunedì 20 “in piazza San Domenico” a partire dalle 10, prima di una “conferenza stampa per spiegare perché la Bologna antifascista non si processa”. Secondo Hobo “è stata una grande e importante giornata per la Bologna antifascista, antirazzista, antisessista, anticapitalista. Oltre un migliaio di precari, studenti, lavoratori e migranti della città degna hanno dato vita a una lunga e intensa giornata di conflitto contro la presenza, a poche centinaia di metri di distanza, del governatore di Bankitalia Ignazio Visco e dei fascisti di Forza Nuova con il loro capo Roberto Fiore. È un’inaccettabile provocazione che la Bologna della memoria partigiana e la Bologna della strage del 2 agosto 1980 siano insultate dalla presenza di un piccolo gruppo neo-nazista”.

Non la pensa così il sindaco Merola. “La città ha subito una aggressione violenta e ingiustificata – scrive – le forze dell’ordine sono state sottoposte ad assalti premeditati ed organizzati, ancora una volta agenti di polizia e carabinieri hanno riportato ferite solo per assicurare l’ordine pubblico e il diritto costituzionale di manifestare il proprio pensiero, così come non è nemmeno giustificabile che l’espressione del dissenso nei confronti di Forza Nuova, che nella città medaglia d’oro della Resistenza non dovrebbe neppure trovare casa, sfoci in guerriglia urbana“. A giudizio del primo cittadino “tutto ciò non ha nulla a che fare con l’antifascismo anzi, ne è la sua negazione. È in atto una grave deriva di sopraffazione e di violenza contro la quale occorre reagire con fermezza e senza indugi. Sono certo che la magistratura saprà valutare questi reati nella loro gravità: a chiederlo è l’intera città”. Da parte del Comune, prosegue Merola, “valuteremo le convenzioni in essere con le sigle che risulteranno essere state parte attiva negli scontri di ieri, perché non può essere tollerato che il Comune abbia rapporti con associazioni che praticano violenza ed illegalità. La libertà di opinione non ha niente a che fare con la violenza. Mi auguro che le forze democratiche di questa città sappiano coinvolgere i cittadini nell’esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e ferma condanna nei confronti di chi ha compiuto queste violenze senza giustificarle”.