Una manifestazione senza precedenti, quella di oggi a Milano organizzata dalla Lega Nord. Una distesa di bandiere e striscioni. Un carnevale dell’odio. A dispetto dei proclami dei leader il razzismo sta nei fatti, nelle frasi, negli slogan urlati con rabbia. Il razzismo sta nel risentimento, nell’esasperazione di chi punta il dito contro il “clandestino” indicandolo come responsabile unico del declino. “Non siamo noi i razzisti – ribatte Matteo Salvini – è colpa di Mare Nostrum, è colpa di chi porta qui eserciti di disperati senza controlli. La gente non ne può più. Oggi sono arrivati da Reggio Calabria per dirlo”. E giù applausi e pacche sulle spalle e selfie e cori e sorrisi per “Matteo”, quello giusto. Assieme alla lega hanno sfilato anche centinaia di militanti di Casapound e della destra radicale, una presenza massiccia che, a detta di Mario Borghezio, “apre la strada ad una nuova Lega, più ampia nel consenso, nazionale, più larga nei confini”. E i sondaggi, con l’8,5%, gli danno ragione  di Alessandro Madron