Tre riflessioni su quanto sta succedendo.

Genova - M5S

1. Ci sono notizie di forte interesse pubblico che tv e giornali di regime non vi diranno mai

La notizia del giorno non è stata: “I parlamentari 5 Stelle in mezzo ai genovesi a spalare fango”, ma “Grillo contestato a Genova”. Ripeto: nessuno ha scritto articoli incentrati sul fatto che dei parlamentari della Repubblica – quando mai è successo? – siano partiti alle 6.15 di ieri mattina senza clamore, né annunci. Senza telecamere, all’ombra dei riflettori. Abbiano lavorato in silenzio, con pale e vanghe per spalare fango. Mentre tv e giornali di regime lanciavano – da veri sciacalli – fango sul Movimento 5 Stelle arrivando persino ad associarlo alla ‘ndrangheta, correggendosi poi per evitare la querela (sono passati da dire “consigliere M5S indagato per ‘ndrangheta” a “consigliere dell’opposizione, che si dichiarava vicino al M5S, indagato per ‘ndrangheta” giusto per continuare con una sottile disinformazione).

Addirittura c’è chi, come quelli di Europa Quotidiano, si preoccupa di quanti parlamentari siano andati, ma non dell’assenza del Governo.

2. Renzi finge di non essere responsabile di quanto è accaduto a Genova

Renzi in mezzo alle persone non può più starci, sta a casa per paura di essere linciato, come stava per accadere al sindaco di Genova Marco Doria (Pd) che ha ricevuto una valanga di insulti, ma perlomeno si è preso le sue responsabilità. Renzi ha fatto finta di non essere responsabile di quanto sta succedendo – pur essendo Presidente del Consiglio – ed il suo atteggiamento codardo è di una gravità inaudita per due semplici motivi:

–       aveva promesso 1,5 miliardi per la tutela del territorio e non ha stanziato un centesimo;

–       ha ignorato una lettera ricevuta dalle imprese che avevano l’incarico di mettere in sicurezza il territorio datata il 5 agosto 2014 in cui chiedevano: “Con l’avvicinarsi della nuova stagione autunnale appare fondamentale partire subito con la realizzazione dell’opera in questione, atteso che rimandare e temporeggiare ancora (oltre a tutto il tempo perso finora, senza nessun giuridico motivo) espone la collettività al concreto rischio di veder riaccadere la tragedia del novembre 2011“, quando morirono sei persone a causa delle piogge.

Questi due fatti tv e giornali di regime non ve li racconteranno mai.

Grillo ha avuto il coraggio di andare, di prendersi i fischi, di far sfogare la gente su di lui per colpe di Renzi e della sinistra che ha amministrato Genova dal 1993 ad oggi (più di vent’anni!). E in più, grazie al Movimento che ha creato, a Genova ci sono andati anche dei parlamentari, che con pale e vanga, in forma privata, si sono mischiati a quelli che già davano una mano ai genovesi. Ma questo non interessa a nessuno. Vende poco forse o – più probabilmente – mina il sistema di disinformazione attuale volto a manipolare la realtà e la percezione dell’opinione pubblica.

3. I giornali creano notizie false per cercare disperatamente di vendere

Il Secolo XIX scrive che i suoi giornalisti locali sono stati aggrediti da bodyguard di Grillo. Peccato che Beppe Grillo non fosse accompagnato da nessuna guardia del corpo. La violenza non è nel Dna del Movimento 5 Stelle che, anzi, ha invitato gli operatori coinvolti a denunciare i fatti.

A parte ringraziare il Secolo XIX per averci fatto sapere che anche loro hanno dei giornalisti, la domanda che rivolgo agli italiani è semplicemente questa: se non ci fosse il Movimento 5 Stelle dove pensate si incanalerebbe tutta la rabbia di quei cittadini che sono stati presi in giro – non solo a Genova – per vent’anni e ora si ritrovano disoccupati o, addirittura, senza tetto? 

Il Movimento 5 Stelle, con gesti concreti come quello di ieri e di oggi (i parlamentari 5 stelle sono ancora a Genova, ma nessuno ve lo dice), dà alle persone la speranza di non essere soli di fronte agli ostacoli, che hanno davvero dei portavoce in Parlamento che si interessano ai loro problemi. Senza i 5 Stelle ci sarebbe molta, molta più violenza in Italia. 

Twitter: @GherardoLiguori