Le forze curde hanno riconquistato la collina di Tall Shair di importanza strategica a ovest di Kobane, città siriana a maggioranza curda vicina al confine con la Turchia. Lo riferiscono alla Bbc fonti dell’Ypg, i miliziani curdi dell’Unità di Difesa del Popolo. L’avanzata delle truppe curde è stata possibile dopo una serie di raid aerei condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Tall Shair, che si trova a circa quattro chilometri a ovest di Kobane, era stata conquistata una decina di giorni fa dall’Is, che da mesi sta assediando la zona. Lo ha riferito su Twitter l’Osservatorio siriano per i diritti umani, un’ong vicina all’opposizione siriana con sede a Londra. Secondo l’Osservatorio, i caccia hanno sferrato tre attacchi contro obiettivi dell’Is nel sobborgo di Kani Arban, nell’est della città, e altri due vicino alla zona del nuovo centro culturale. A Kobane, intanto, proseguono gli scontri, mentre rappresentanti del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, denunciano un presunto bombardamento da parte dell’aviazione turca contro obiettivi strategici curdi.

Pkk: “La Turchia ci sta bombardando”
Il quotidiano turco Hurriyet riporta che domenica i caccia di Ankara hanno distrutto obiettivi dei militanti del Pkk nel sud-est della Turchia, causando “gravi danni”. Il giornale vede nei bombardamenti una risposta del governo turco agli attacchi portati avanti negli ultimi giorni dalle milizie curde contro una postazione dell’esercito nella provincia di Hakkari. Il partito con a capo Abdullah Ocalan parla, in un comunicato, di “grave violazione del cessate il fuoco” firmato tra le parti lo scorso marzo, aggiungendo che i bombardamenti hanno colpito due delle loro basi e che, successivamente, i miliziani curdi hanno contrattaccato. I militari turchi smentiscono la versione del Pkk: le forze armate fanno sapere di aver risposto agli attacchi dei ribelli contro un avamposto militare turco ad Hakkari, senza specificare se vi siano stati raid aerei.

Nuovi raid della coalizione, colpite raffinerie di petrolio dell’Isis
Intanto, continuano anche i raid aerei delle forze della coalizione internazionale al confine tra Turchia e Siria. L’Osservatorio siriano per i diritti umani riporta che, nella mattinata di martedì, ci sono stati 3 nuovi bombardamenti nell’area intorno a Kobane. Altri attacchi hanno poi colpito il centro città, mentre 5 raid mirati sono stati indirizzati contro una serie di raffinerie di petrolio controllate dallo Stato islamico, nella città orientale di Mayadeen. Secondo un rapporto dell’energia internazionale per l’energia (Aie), le azioni della coalizione
 in Iraq “hanno ridotto le capacità dei jihadisti di produrre, contrabbandare e raffinare petrolio”. Un duro colpo per le casse del califfato, dato che il contrabbando di “oro nero” è la prima fonte di finanziamento per le milizia di Abu Bakr al-Baghdadi. I raid, continua il rapporto, “avrebbero diminuito la produzione di greggio dagli originari 70mila barili al giorno agli attuali 20mila. Inoltre, i governi della Turchia e del Kurdistan iracheno hanno bloccato il contrabbando del petrolio da parte dell’Is, riducendo i proventi a un milione di dollari contro gli stimati tre milioni. Il contrabbando riguarda ora meno di 10mila barili al giorno rispetto agli iniziali 30mila”.  

Obama illustra la strategia ai vertici della coalizione
Il presidente degli Stati Uniti illusterà oggi, nel pomeriggio americano, la strategia contro lo Stato islamico in un incontro con suoi comandanti militari e con i capi delle forze armate di più di 20 Paesi della coalizione. A guidare la riunione sarà il capo degli Stati Maggiori Riuniti, il generale Martin Dempsey, nella base di Andrews in Maryland, poco fuori Washington. Tra i Paesi rappresentati vi saranno le nazioni arabe che hanno aderito ai raid aerei Usa contro i militanti in Siria, tra cui l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Tra i partner europei, la Gran Bretagna e la Francia, e la Turchia, un alleato chiave della Nato che confina con Siria e Iraq. La riunione daylong si presenta nel momento in cui la Casa Bianca cerca di presentare i progressi nella campagna guidata dagli Usa contro i militanti, ma anche di convincere i Paesi per uno sforzo militare che potrebbe estendersi ben oltre la presidenza di Obama. 

Stampa siriana: “Isis usa armi chimiche a Kobane”
Gli jihadisti stanno usando “sostanze chimiche” per la conquista di Kobane. Lo sostiene il quotidiano siriano filogovernativo Al Watan. “A 27 giorni dall’invasione della città sono stati riscontrati per la prima volta feriti da agenti chimici tra le fila dei combattenti delle unità di difesa curde”, ha affermato la fonte al quotidiano. Il giornale vicino al regime di Bashar al Assad sostiene che “la rivelazione dell’Ypg corrisponde alle testimonianze di alcuni attivisti di Kobane che hanno postato sui social media foto di combattenti curdi con la pelle ustionata a causa dell’utilizzo di armi chimiche, probabilmente bombe cadute tempo fa nelle mani dell’Is nel sobborgo settentrionale di Aleppo“, nella Siria settentrionale. Al Watan ha ricordato di aver pubblicato due mesi fa “un rapporto nel quale fonti dell’opposizione registravano movimenti sospetti dell’Is nelle zone ‘liberatè nel sobborgo settentrionale di Aleppo per nascondere un carico di armi non identificate, probabilmente chimiche, arrivato in Siria attraverso il confine turco”.

Nuovo attentato a Baghdad, 27 morti
Terzo giorno consecutivo di attentati nella capitale dell’Iraq. Martedì, un’autobomba è esplosa nel quartiere a maggioranza sciita di Kadhimiya, provocando 27 morti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Dpa, che cita fonti della polizia locale. Proprio in mattinata, il ministero dell’Interno iracheno ha smentito che siano mai avvenuti scontri tra l’esercito e i miliziani dello Stato Islamico vicino all’aeroporto di Baghdad, affermando che “la capitale è totalmente sicura”. In realtà, gli attentati degli ultimi giorni, compreso quello di martedì, hanno provocato oltre 100 morti e alcuni di essi sono stati rivendicati dagli uomini del califfato, segno che dentro la capitale irachena si sta sviluppando un gruppo di fedeli ad al-Baghdadi. 

Iraq, stampa: “46 giustiziati dagli jihadisti”
Continua intanto, secondo fonti di stampa, l’orrore in Iraq. Quarantasei persone sarebbero state giustiziate nelle ultime 48 ore dai miliziani di Isis a Mosul. Lo riferiscono fonti della città irachena, la seconda ad essere stata conquistata dalo Stato Islamico. Citate dal quotidiano panarabo al Arabi al Jadid, edito a Beirut con fondi del Qatar, le fonti affermano che 12 vittime erano siriani accusati di “spionaggio” in favore della Coalizione anti-Isis.