In comune hanno la giovane età, buone idee e pochi fondi per realizzarle. Si sono incontrati all’Auditorium Parco Della Musica di Roma per la seconda edizione della Maker Faire Rome (dal 3 al 5 ottobre). Giuseppe Dall’Agnese ha 20 anni. Il suo progetto “p38” nel differenziamento muscolare, realizzato quando ancora frequentava il liceo scientifico biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, ha già avuto molti riconoscimenti, tra i quali “l’Exceptional Science Award” dell’American Physiological Society all’Intel Isef di Los Angeles. Il suo è uno studio sulla proteina p38, che potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere la messa a punto di nuove terapie per malattie come la distrofia muscolare. Ora studia biotecnologie mediche all’Università di Trieste, ma nel suo futuro vede il ritorno negli Stati Uniti, dove ha già trascorso un anno durante la sua carriera scolastica. “In Italia – spiega – mancano i fondi per la ricerca, mentre negli Usa non hanno questi problemi”. Stefano Ceroni, invece, ha 19 anni. Il suo progetto “The brain arm” riesce a muovere, grazie a un caschetto, un braccio robotico. “Tramite la forza del pensiero, posso muovere il braccio”, spiega. Il prototipo è stato costruito all’interno dell’Itis Pascal di Cesena, dentro il Fab lab Romagna. Per realizzarlo, però, anche se la scuola ha provato a sostenerlo, si è autofinanziato. “Ho fatto uno stage estivo e ho ottenuto i fondi necessari al progetto”, afferma. E per il futuro sogna in grande: “Mi piacerebbe aiutare chi non ha possibilità di muoversi, a basso costo”  di Chiara Carbone