L’invito pop-up economico, personalizzabile e raffinato. Il pop up abbinato alle partecipazione di nozze, non più relegato ai libri per bambini. Prodotti intagliati a mano e unici per il giorno speciale. E’ questa l’idea che sta alla base di Popthequestion, una start up romana guidata da due trentenni, Nicola Candidi e Stefano Gusella, designer e web-manager. “Io mi sono sposato tre anni fa e adoravo il pop-up, con mia moglie, anche lei designer, pensavamo a qualcosa di speciale, i nostri inviti sono così piaciuti che abbiamo deciso di farci qualcosa” racconta Nicola. “Più che un lavoro ci siamo inventati un prodotto e ci siamo ritagliati una nicchia di mercato, grazie al web intercettiamo molti clienti e tutti restano soddisfatti” aggiunge Stefano. La crisi aguzza l’ingegno insomma. Uno esperto in design, l’altro in comunicazione. Hanno unito le loro abilità per creare questo laboratorio artigianale 2.0, dove grafica, design e comunicazione sono gli ingredienti principali. Investimento iniziale di 40mila euro, ma sopratutto di tempo per rendere produttiva l’idea. “All’inizio abbiamo dovuto abbattere i costi, tra carta e manodopera ogni invito costava circa 20 euro, abbiamo trovato un modo per standardizzare il lavoro, ma dare agli sposi la possibilità di scegliere tra più di 3000 combinazioni” spiega ancora Nicola. Il prodotto ha ottenuto un grande successo in pochi anni, da 30 ordini iniziali si è passati agli oltre 150 del 2014, e oggi Popthequestion pensa ad investire e a crescere. “Il mondo delle start up è pieno di buone idee, queste da sole non bastano – afferma Nicola – uno si deve rendere conto prima di tutto se l’idea è realizzabile, dedicarle tanto tempo, avere pazienza perché con la fretta si rischia di sciuparla, avere la forza di rialzarsi se si casca, e quando è il momento giusto pensare in grande”. “Sopratutto in Italia è una corsa ad ostacoli, le difficoltà burocratiche sono tantissime, e non ti aiuta nessuno, serve determinazione e convinzione, tanti caffè e una buona dose di fortuna” chiosa Stefano  di Irene Buscemi