Gaetano Vassallo ricorda i primi rapporti con Luigi Cesaro, oggi, deputato di Forza Italia, già presidente della Provincia di Napoli, e li fa risalire agli anni ottanta. Spiega il pentito della camorra casalese nell’intervista a Il Fatto Quotidiano sul traffico di rifiuti in Campania: “Io Giggino a purpetta lo conoscevo da prima, da quando faceva l’autista per Cutolo”. Raffaele Cutolo è stato padrone criminale della Campania, da tempo è recluso. Proprio in carcere, nel 2011, Cutolo in un colloquio con la nipote, le aveva detto di fa contattare Cesaro per un eventuale aiuto a rimediare un lavoro ad un familiare: “E’ diventato importantisssimo, mi deve tanto, faceva il mio autista figurati”. Ora Vassallo conferma la circostanza, sempre categoricamente smentita da Luigi Cesaro che, negli anni ottanta, per i rapporti con i cutoliani fu processato, condananto in primo grado, poi assolto in appello e Cassazione.

“Io e Cesaro avevamo un amico in comune – continua Vassallo – si chiamava Santo Flagiello, boss di Sant’Antimo. Flagiello mi presentò Cesaro e mi disse che era affiliato”. Cesaro ha sempre negato ogni contatto e conoscenza, ma sul punto un’informativa dei carabinieri del 1991, che il Fatto ha letto, certifica che effettivamente il deputato azzurro aveva rapporti con Santo Flagiello. “Numerose – si legge nel rapporto dei Carabinieri – sono le relazioni di servizio redatte dall’Arma di Sant’Antimo circa le frequentazioni di Cesaro con noti pregiudicati del luogo tra cui Santo Flagiello (soprannominato “Santuliello Capa ’e Bomba”), noto affiliato al clan camorristico capeggiato da Geremia Ranucci”.

A luglio scorso Cesaro è stato raggiunto da un ordine di cattura per connivenza con i clan in merito a presunte irregolarità negli appalti per il Pip di Lusciano, ma il Riesame ha annullato tutto negando la presenza di indizi di colpevolezza e bocciando le versioni contrastanti del pentito Luigi Guida in particolare su un presunto incontro a cui avrebbe partecipato il deputato azzurro. Anche Vassallo ha raccontato ai magistrati quella riunione e conferma al Fatto. “Parliamo di inizio anni 2000. Andai a un appuntamento dove c’erano il boss Luigi Guida, all’epoca latitante, c’era Raffaele Bidognetti detto ‘o puffo, figlio di Francesco. Mentre stavamo parlando vidi Luigi Cesaro gli dissi ‘Giggino, ma che ci fai qua che sei un onorevole?’. E lui mi disse ‘zitto non dire niente’. Poi dopo Cesaro si spostò in un’altra stanza per parlare”. Vassallo continua: “Cesaro era una persona che gestiva i clan non il contrario, era molto influente”. Per ciascuno vale la presunzione di non colpevolezza e il Riesame ha annullato la richiesta di arresto per Luigi Cesaro che resta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta. Contro l’annullamento, la Procura di Napoli ha presentato ricorso in Cassazione.