Gianluca Buonanno, europarlamentare e sindaco leghista dalla sparata facile, è di nuovo finito nell’occhio del ciclone. Questa volta a tirargli le orecchie non sono i benpensanti di sinistra o la nomenklatura comunista. Contro il ‘Pierino’ del Carroccio è arrivata la condanna dei Giovani Padani, proprio da quelli che un po’ per età e un po’ per spirito goliardico dovrebbero maggiormente apprezzare le uscite politicamente scorrette di cui Buonanno è particolarmente prodigo.

I coordinatori provinciali del Mgp (di Milano, Como, Monza e Brianza, Varese, Pavia, Lecco, Crema, Cremona, Martesana, Ticino e Lodi) hanno firmato un duro comunicato, chiedendo al partito di prendere provvedimenti contro il politico piemontese, colpevole, secondo i giovani leghisti, di aver passato il segno nel campo degli insulti. “Dichiarazioni inaccettabili – hanno detto -. Ora si prendano provvedimenti disciplinari”. Le parole oggetto di contestazione sono quelle che Buonanno ha rivolto agli omosessuali in un’intervista a La Zanzara su Radio 24: ha proposto di procedere alla “schedatura” per poterli “sottoporre a un trattamento sanitario obbligatorio” e poi di offrire agli stessi “una banana e un finocchio”.

“Riteniamo inaccettabili le parole di Gianluca Buonanno – dichiarano i rappresentanti dei giovani Padani – e ne prendiamo nettamente le distanze in quanto non hanno nulla a che fare con la linea politica della Lega Nord e il pensiero dei Giovani Padani. L’orientamento sessuale di una persona non deve assolutamente rappresentare una discriminante per chi, come noi, ha come fine l’indipendenza della Lombardia, che rappresenta l’unico modo per ridare speranza e un futuro a tutti i cittadini Lombardi”. E, ancora: “Buonanno non è nuovo a sparate di questo tipo fatte unicamente per avere visibilità personale. Auspichiamo pertanto che la Segreteria federale prenda immediatamente provvedimenti disciplinari al fine di tutelare l’immagine della Lega Nord e dei suoi militanti”. Poi concludono: “Siamo stanchi di chi, utilizzando il proprio ruolo istituzionale, rilascia dichiarazioni che ledono il movimento e ne screditano le proposte concrete”.

Povero Buonanno, viene da dire, non è certo il primo leghista a fare dichiarazioni sopra le righe. Nel tempo siamo stati abituati alle dichiarazioni dei Bossi, dei Borghezio e dei Calderoli contro questa o quella minoranza. Perché tutto questo astio nei confronti di Buonanno? “Prendiamo posizione – puntualizza Federico Martegani (Mgp Varese) – perché nessuno ha mai osato parlare di Tso. L’indipendenza della Lombardia la si raggiunge con i cittadini Lombardi senza differenze di sesso, religione e colore della pelle”.

Una posizione, quella del Mgp, che non è da sottovalutare, il movimento dei giovani leghisti interpreta spesso in modo radicale il pensiero della segreteria federale, mettendo in luce gli umori e le inclinazioni: “L’Italia è un Paese marcio – continua Martegani – dove non puoi nemmeno fare un referendum per liberalizzare la prostituzione, come pensiamo di arrivare a parlare di diritti alle coppie omosessuali? Prima l’Italia affonda e meglio è per la Lombardia e per chi in Lombardia ama, vive, sogna, lavora e paga le tasse”. Buonanno è avvisato: la Lega vuole tornare a battere sul chiodo dell’indipendenza e i suoi gli chiedono di riporre “banane e finocchi” e tornare a “lavorare per il Nord”.