Occupazione dell’aula di tribunale e udienza sospesa. Questa mattina (16 settembre) una trentina di antagonisti urlando “liberi tutti” e altri slogan e battendo pugni sulle panche di legno, ha occupato l’aula del palazzo di Giustizia di Milano e costretto il collegio a sospendere il processo in cui tra i sette imputati per l’occupazione della Cuem (la libreria alla Università Statale) è imputato Graziano Mazzarelli, uno degli arrestati lo scorso 11 luglio con l’accusa di aver partecipato all’assalto notturno del cantiere della Tav di Chiomonte lo scorso 13 maggio 2013L’occupazione dell’aula è durata mezz’ora ed è terminata quando le forze dell’ordine hanno portato via Mazzarelli, l’unico detenuto, che era in una delle gabbie.

La protesta oraganizzata dai giovani antagonisti è cominciata all’inizio dell’udienza, la prima del processo per il disordini alla Statale del 6 maggio 2013 nel quale i sette imputati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, violazione della legge sulle armi, per la detenzione di sampietrini, sassi e un ombrello, e altri reati. Il presidente del collegio Oscar Magi ha invitato più volte i ragazzi a lasciare l’aula, e ha tentato di farli sgomberare dai carabinieri. Ma nonostante questo, il gruppo ha lasciato l’aula solo quando Mazzarelli è stato portato via.

“Protestano – ha spiegato l’avvocato Eugenio Losco, difensore di Mazzarelli – perché il mio assistito si trova detenuto in una specie di regime di isolamento, di massima sicurezza. E questo anche se la Corte di cassazione, su nostro ricorso, ha fatto cadere l’accusa di terrorismo”.

La Procura di Milano intanto sta valutando l’apertura di un’inchiesta per interruzione di pubblico servizio, punito con la pena massima di un anno di reclusione. Sono in corso gli accertamenti della Digos per identificare gli antagonisti presenti nell’aula. Il giudice Magi, presidente della quarta sezione penale, dove si stava tenendo l’udienza interrotta dagli attivisti, ha trasmesso alla Procura gli atti relativi all’episodio. Intanto, dopo l’occupazione di questa mattina, il collegio della quarta sezione penale ha stabilito che la prossima udienza del processo per i disordini alla Cuem si terrà a porta chiuse il prossimo 2 dicembre. 

La notte tra il 13 e il 14 maggio 2013, un gruppo di 30 persone lanciò razzi, molotov e bengala contro il cantiere Tav di Chiomonte con l’obiettivo di rallentare la realizzazione dell’opera. Si è trattato, scrivono i giudici, di “un’azione connotata da organizzazione strategica assimilabile a quella militare“.