Pd e Forza Italia serrano le file per la nomina del tandem Violante-Bruno alla Consulta, ma la partita sembra ancora aperta. A Montecitorio sono in corso le votazioni per completare il rebus della Corte Costituzionale e del Csm e in Transatlantico si sprecano i capannelli di parlamentari che si chiedono se alla fine il Patto del Nazareno reggerà o no. Dopo le varie fumate nere (arrivate prima per la “balcanizzazione” di Forza Italia e poi per le troppe assenze del lunedì) nessuno dà per scontato nulla. Il nodo sembra soprattutto quello del Csm, in particolare ci sarebbero malumori su Luigi Vitali. Una candidatura, confermata da F0rza Italia, che fa storcere il naso a vari parlamentari democratici perché l’esponente azzurro è coinvolto in procedimenti giudiziari che potrebbero avere effetti sulla sua attività all’interno dell’organo di autogoverno della magistratura. Vitali, si racconta nel Pd, non godrebbe del sostegno pieno nemmeno del suo partito.

Con il passare delle ore è palpabile la tensione tra gli azzurri anche se i vertici forzisti hanno mobilitato tutti (in aula si sono visti anche i legali storici del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo, ed non è passato inosservato anche il “ritorno” di Sandro Bondi, dopo mesi di assenza). Il rischio è che si vada verso un’ennesima fumata nera a causa delle assenze ingiustificate tra democratici e berlusconiani. Pallottoliere alla mano, come ieri, potrebbero mancare circa 40 voti ai due candidati alla Consulta Violante e Bruno.

Intanto il M5s ha organizzato una protesta in Aula, praticando il “voto palese“: scrivono le proprie preferenze fuori dall’apposita cabina davanti a fotografi e cameramen ai quali hanno mostrato i loro biglietti di carta. “E’ un gesto – spiegano – in segno di protesta contro lo stallo voluto dai partiti per il rinnovo dei due organismi, che bloccano i lavori parlamentari ormai da due settimane”. Fra i primi senatori 5 Stelle a votare in maniera palese l’ex capogruppo Maurizio Buccarella.

“Se verrà confermato il voto palese dei parlamentari M5S per mezzo fotografico, oltre a trovarci di fronte ad una palese violazione del regolamento, ci troveremmo al cospetto di una forma inaccettabile di controllo del voto” replica il deputato Pd Dario Ginefra. “Se accertato e se dovessero servire ulteriori votazioni – aggiunge – i Presidenti di Camera e Senato dovrebbero assumere ogni iniziativa per assicurare la libertà di voto degli organi costituzionali”.

In giornata i 5 Stelle avevano polemizzato anche nel merito, cioè sulle candidature avanzate dall’intesa Pd-Fi. “Ci ricattano: il nostro voto per Luciano Violante alla Corte costituzionale in cambio del sostegno al nostro candidato Alessio Zaccaria al Csm” aveva detto Andrea Cecconi, vicecapogruppo grillino a ilfattoquotidiano.it. La presunta trattativa, spiega il deputato, sarebbe arrivata dal capogruppo del Partito democratico Roberto Speranza“Il Partito democratico -aveva attaccato Cecconi – non ha i voti sufficienti per far eleggere il suo candidato Violante. Chiede a noi un aiuto in cambio dell’elezione del nostro candidato al Csm. Uno scandalo: come possiamo sostenere Violante? Per noi è impresentabile”. E per questo, dice Cecconi, il Pd avrebbe chiesto invece l’appoggio di Sinistra ecologia e libertà: “Noi abbiamo detto no senza possibilità di cedimento. E così il Pd va chiedere aiuto a Sel. Come possono loro votare un nome come Violante?”. Ma il vero problema per i 5 stelle è il rischio di veder sfumare l’elezione di un giudice in quota grillina: “Sarebbe uno scandalo. Rappresentiamo 9 milioni di elettori e la maggioranza ignora la nostra scelta”.

Anche Beppe Grillo sul suo blog aveva ribadito la posizione: “L’M5s”, scrive, “voterà una lista di nomi indipendenti dalla politica e soprattutto competenti, forti di curriculum professionali impeccabili. Questa è la nostra scelta e questo è quanto ci chiedono i cittadini, interpellati dal M5s a suo tempo, a differenza dei partiti che intrallazzano ad urne aperte come se lo Stato fosse roba loro, un suk governato dall’alto del Colle”. E poi continua: “La votazione del Csm blocca da giorni i lavori parlamentari mentre l’Italia sprofonda. Al Senato la settimana scorsa si è lavorato soltanto tre ore e mezza. L’Italia ha bisogno di lavoro e invece va in scena l’ennesima commedia triste della politica”.