Costi per 1 milione di euro all’anno e 11 milioni di rosso nel 2013. E’ questo, secondo il tesoriere (renziano) del Pd Francesco Bonifazi, il bilancio della segreteria di Pier Luigi Bersani. L’accusa, racconta Repubblica, è arrivata domenica dal palco della festa dell’Unità di Firenze. Bonifazi, che ricopre il ruolo dal dicembre scorso dopo la vittoria di Matteo Renzi alle primarie del partito, ha detto che “tutti i componenti della segreteria Bersani godevano di 3.500 euro di indennità-rimborso”, “due avevano anche appartamenti” e solo per le auto blu “sono stati spesi nel 2012 450mila euro, scesi a 124mila nel 2013”. Mentre per il sito web “servivano 373mila euro”. Risultato: secondo il tributarista fiorentino, di un anno più giovane di Renzi e eletto alla Camera nel 2013, i costi complessivi della macchina-Pd, compresi viaggi e ristoranti, “sono stati di 1 milione e 62mila euro”. Il predecessore Antonio Misiani ha subito chiarito di aver tagliato le spese “già nel 2013, dopo il dimezzamento dei rimborsi elettorali”, pari fino ad allora a 60 milioni. Misiani garantisce comunque di aver “lasciato a chi è arrivato dopo di me 9 milioni in cassa”. E avverte che il confronto tra “vecchio” e “nuovo” Pd non regge perché “il team di Bersani era fatto da persone che lavoravano al partito a tempo pieno” e “venivano retribuiti come quadri”, mentre “l’attuale segreteria è composta solo da parlamentari”. Parlando con il quotidiano di Largo Fochetti, l’ex tesoriere smentisce poi la cifra sulle auto blu e il loro stesso utilizzo: “Non ne avevamo neanche una, usavamo il noleggio con conducente quando era necessario”.